In breve
- La portabilità del conto è un diritto gratuito: la nuova banca trasferisce bonifici ricorrenti, domiciliazioni e saldo dal vecchio conto e lo chiude, entro 12 giorni lavorativi dalla tua richiesta.
- L'IBAN cambia sempre; il servizio comunica il nuovo IBAN a chi ti paga e a chi ti addebita, su tuo mandato.
- Non si trasferiscono automaticamente titoli, mutui, prestiti, la carta di credito della vecchia banca e i pagamenti salvati con la vecchia carta su siti e app.
- Verso banche di altri Paesi UE vale una procedura ridotta: elenco dei servizi e trasferimento del saldo, reindirizzamento a tuo carico.
- Apri il nuovo conto, provalo, chiedi il trasferimento e chiudi il vecchio solo quando tutto risulta spostato.
Che cos'è la portabilità del conto
La portabilità del conto è il servizio, gratuito e obbligatorio per le banche, con cui il nuovo istituto trasferisce dal vecchio conto i servizi di pagamento ricorrenti (bonifici in entrata come stipendio e pensione, bonifici periodici in uscita, domiciliazioni SDD) e il saldo, e chiude il vecchio conto, entro 12 giorni lavorativi. È disciplinata dal decreto legislativo 37/2017, che ha attuato la direttiva europea sui conti di pagamento, e ha reso operativo un principio già introdotto in Italia nel 2015.
Prima della portabilità, cambiare banca significava una lista di telefonate e moduli: comunicare il nuovo IBAN al datore di lavoro, all'INPS, a ogni gestore di utenze, a ogni abbonamento, poi aspettare che tutto si allineasse e infine chiudere il vecchio conto sperando di non aver dimenticato nulla. Oggi la lista la compila la vecchia banca e la esegue la nuova, e a te resta il controllo.
La procedura vale per i conti di pagamento dei consumatori (persone fisiche che agiscono per scopi personali) e tra prestatori situati in Italia. Per i conti business le banche offrono spesso un servizio analogo, ma non è un diritto di legge; per i conti verso un altro Paese dell'Unione vale una procedura ridotta, descritta più avanti.
Cosa si trasferisce e cosa no
La portabilità trasferisce i servizi di pagamento ricorrenti e il saldo; tutto ciò che non è un servizio di pagamento resta fuori e richiede una gestione separata. La tabella riassume.
| Elemento | Si trasferisce con la portabilità | Cosa devi fare tu |
|---|---|---|
| Bonifici in entrata ricorrenti (stipendio, pensione) | Sì: la nuova banca comunica il nuovo IBAN ai pagatori indicati | Verificare il primo accredito |
| Bonifici periodici in uscita (affitto, rate) | Sì | Controllare date e importi |
| Domiciliazioni SDD (utenze, abbonamenti) | Sì: i creditori vengono avvisati del nuovo IBAN | Controllare i primi addebiti |
| Saldo del conto | Sì, alla data che indichi | Lasciare provvista per gli ultimi addebiti |
| IBAN | No: cambia con la banca | Aggiornare chi non è in elenco |
| Carta di debito | No: la nuova banca ne emette una nuova | Aggiornare i pagamenti salvati su siti e app |
| Carta di credito della vecchia banca | No: si chiude con il conto | Saldare e attendere l'ultimo estratto conto |
| Carta di credito indipendente | Non serve: resta attiva | Comunicare il nuovo IBAN all'emittente |
| Titoli e investimenti | No: procedura separata di trasferimento titoli | Richiederla, con costi e tempi propri |
| Mutuo e prestiti | No | Restano dove sono, o surroga con procedura separata |
| Fido di conto | No | Chiederne uno nuovo alla nuova banca |
Il punto che crea più disguidi è la carta: i pagamenti salvati con la vecchia carta di debito su siti, app e abbonamenti (piattaforme di streaming, trasporti, negozi online) non rientrano nella portabilità, perché non sono domiciliazioni SDD ma addebiti su carta. Vanno aggiornati uno per uno con la nuova carta, e conviene farlo prima della chiusura per non perdere un servizio.
La carta di credito merita una distinzione. Se è emessa dalla vecchia banca e collegata al conto, si chiude con il conto: va saldata e va atteso l'ultimo estratto conto. Se è una carta indipendente, emessa da un altro istituto e addebitata sul conto tramite SDD, non cambia nulla: comunichi il nuovo IBAN e firmi un nuovo mandato. È uno dei vantaggi pratici di questa famiglia di carte, descritta nella guida sulla carta di credito senza conto corrente.
La procedura passo per passo
La procedura di portabilità parte dalla nuova banca, con un'autorizzazione firmata da te, e si conclude con la chiusura del vecchio conto entro 12 giorni lavorativi. Nell'ordine:
- Apri il nuovo conto. Serve prima del trasferimento. Come funziona l'apertura online, con verifica dell'identità e documenti, è spiegato nella guida su come aprire un conto online.
- Compila l'autorizzazione al trasferimento. Il modulo, fornito dalla nuova banca, indica cosa trasferire (tutto o solo alcuni servizi), la data di trasferimento del saldo e se chiudere il vecchio conto.
- La nuova banca contatta la vecchia entro due giorni lavorativi dalla ricezione dell'autorizzazione.
- La vecchia banca invia l'elenco dei bonifici ricorrenti e delle domiciliazioni attive, e le informazioni sui bonifici in entrata degli ultimi 13 mesi, entro cinque giorni lavorativi.
- La nuova banca imposta i servizi sul nuovo conto e comunica il nuovo IBAN ai pagatori e ai creditori che hai indicato.
- La vecchia banca trasferisce il saldo alla data indicata, cessa di accettare addebiti e bonifici in entrata (informando chi li invia del nuovo IBAN) e chiude il conto, se lo hai richiesto e non ci sono pendenze.
Se la data di chiusura coincide con un addebito in transito, la vecchia banca deve comunque gestirlo secondo le regole, ma è prudente lasciare sul vecchio conto una piccola provvista e chiedere la chiusura a distanza di qualche settimana, quando i primi addebiti sono passati sul nuovo.
Portabilità verso banche online e IBAN esteri
La procedura completa vale tra prestatori situati in Italia; verso una banca di un altro Paese dell'Unione la legge prevede solo un'assistenza al trasferimento, e questo riguarda molte fintech. Se apri un conto con IBAN tedesco, lituano, olandese o irlandese, la vecchia banca deve fornirti gratuitamente l'elenco dei bonifici ricorrenti e delle domiciliazioni, trasferire il saldo e chiudere il conto, ma il reindirizzamento presso datori di lavoro e creditori resta a tuo carico.
Nella pratica, le fintech più diffuse offrono strumenti propri per aggiornare gli addebiti, e la vera domanda diventa un'altra: chi ti paga e chi ti addebita accetta un IBAN estero? Per legge sì, in tutta l'area SEPA, e il rifiuto è una discriminazione vietata, come spiega la guida sull'IBAN estero in Italia e la discriminazione IBAN. Nella realtà qualche portale della pubblica amministrazione e qualche gestore fanno ancora resistenza, e conviene verificarlo prima di chiudere il vecchio conto.
Tra i conti online, alcuni offrono IBAN italiano (ad esempio N26 e Hype), altri IBAN esteri (Revolut e bunq, ad esempio): i confronti N26 contro bunq, Revolut contro N26 e Hype contro Revolut trattano la questione voce per voce. La sicurezza dei fondi, che spesso frena chi vorrebbe cambiare, è spiegata nella guida su banche online e fintech: sono sicure?.
Prima di cambiare: cosa verificare sul nuovo conto
Prima di chiedere la portabilità conviene usare il nuovo conto per qualche settimana e verificare che copra ciò che ti serve. Una checklist realistica:
- Costi totali, non solo il canone: prelievi, bonifici istantanei, carta, imposta di bollo. La checklist del conto a zero spese elenca le voci da cercare nel foglio informativo. La guida sul canone mensile o annuale spiega come confrontare formule diverse, quella sull'imposta di bollo chi la paga e quando.
- Funzioni che usi davvero: sotto-conti, cointestazione, carte aggiuntive per la famiglia, assegni, deposito di contante. Le fintech eccellono sulle prime, come mostra la guida sui sotto-conti e spazi, e sono più deboli sulle ultime.
- Compatibilità con chi ti paga: verifica che datore di lavoro o ente previdenziale accettino l'IBAN.
- Fido e carta di credito: se ti servono, chiedi prima alla nuova banca se li concede, perché non si trasferiscono.
- Investimenti: il trasferimento titoli è una procedura separata, con tempi più lunghi e talvolta costi.
Errori da evitare
Gli errori più comuni nel cambio di banca sono cinque, tutti legati alla fretta:
- Chiudere il vecchio conto prima che i primi addebiti passino sul nuovo. Una bolletta respinta genera una mora.
- Dimenticare i pagamenti salvati con la vecchia carta. Abbonamenti e app vanno aggiornati a mano.
- Non saldare la carta di credito della vecchia banca. L'ultimo estratto conto arriva dopo la chiusura del ciclo.
- Trascurare i bonifici in entrata occasionali. Rimborsi, clienti, familiari: chi non è in elenco continuerà a usare il vecchio IBAN, e dopo la chiusura il bonifico torna indietro.
- Perdere l'archivio. Scarica gli estratti conto degli ultimi anni prima della chiusura: servono per la dichiarazione dei redditi e per eventuali contestazioni, come ricorda la guida sui pagamenti tracciabili e le detrazioni fiscali.
Conclusione
Cambiare banca è oggi una procedura regolata, gratuita e a carico delle banche: la nuova trasferisce stipendio, domiciliazioni, bonifici ricorrenti e saldo, e chiude il vecchio conto entro 12 giorni lavorativi, con un indennizzo se ritarda. Ciò che resta a te è il controllo e la parte che la portabilità non copre: i pagamenti salvati con la vecchia carta, la carta di credito bancaria da saldare, gli investimenti da trasferire a parte, i bonifici occasionali di chi non è in elenco. Verso le banche online con IBAN estero la procedura è ridotta e va preparata con più attenzione, ma il diritto a usare quell'IBAN ovunque in Italia è pieno. Il modo giusto di farlo è aprire il nuovo conto, provarlo, chiedere il trasferimento e chiudere il vecchio solo quando tutto è passato: nel nostro confronto delle carte e dei conti trovi le condizioni dei principali conti online per decidere se ne vale la pena.