Costi e commissioni

Imposta di bollo su carte e conti: quanto costa e chi la paga

Bollo sul conto corrente (34,20 € oltre 5.000 € di giacenza media), bollo sugli estratti conto delle carte, prepagate, banche estere e conti business: la guida.

Indice dell’articolo
  1. In breve
  2. Che cos'è l'imposta di bollo e perché la trovi nell'estratto conto
  3. Il bollo sul conto corrente: 34,20 € e la soglia dei 5.000 €
  4. Come si calcola la giacenza media e i trucchi che non funzionano
  5. Il bollo sull'estratto conto delle carte di credito
  6. Carte prepagate e conti di pagamento: si paga?
  7. Conti presso banche estere: Revolut, N26, bunq, Trade Republic
  8. Conti business e società
  9. Tabella riassuntiva: chi paga cosa
  10. Come ridurre o evitare il bollo legalmente
  11. Conclusione

In breve

  • L'imposta di bollo sul conto corrente è di 34,20 € all'anno per le persone fisiche e si paga solo se la giacenza media dell'anno supera 5.000 €.
  • Non è una commissione: è un'imposta dello Stato che la banca trattiene e versa per te, addebitandola a rate con la periodicità dell'estratto conto.
  • Le carte di credito possono avere un bollo sull'estratto conto sopra una certa soglia di importo; le prepagate con IBAN, come Hype, non sono conti correnti e di norma non scontano il bollo del conto.
  • Per i conti presso banche estere (Revolut, N26, bunq, Trade Republic) il trattamento dipende da come il provider opera in Italia: alcuni applicano il bollo alla fonte, altri no, e in quel caso può essere dovuta l'IVAFE in dichiarazione.
  • Per le società il bollo sul conto è di 100 € annui senza soglia di esenzione.

Che cos'è l'imposta di bollo e perché la trovi nell'estratto conto

L'imposta di bollo è un'imposta dello Stato che grava su determinati documenti e rapporti, tra cui gli estratti conto bancari, e che la banca ha il compito di riscuotere e versare all'Erario per conto del cliente. Per questo compare nel tuo estratto conto accanto alle commissioni, ma non è un ricavo dell'intermediario: la banca fa da sostituto, cioè la trattiene dal saldo e la gira allo Stato.

È una distinzione importante quando confronti i costi di un conto o di una carta. Il canone, le commissioni di prelievo o il costo del cambio valuta sono decisi dal provider e possono essere azzerati da una promozione o da un piano diverso; il bollo dipende dalla legge e dalla tua situazione (persona fisica o società, giacenza media), non dal marchio sulla carta. Un conto «a canone zero» può quindi costarti 34,20 € l'anno di bollo, e un conto a pagamento può non costartelo affatto se la giacenza resta bassa.

Il bollo sul conto corrente: 34,20 € e la soglia dei 5.000 €

Il bollo sul conto corrente costa 34,20 € all'anno per le persone fisiche ed è dovuto solo se la giacenza media annua del conto supera 5.000 €. Sono i due numeri da ricordare, e vale la pena chiarire come si combinano.

  • L'importo è fisso, non proporzionale: che tu abbia 6.000 € o 60.000 € di giacenza media, l'imposta è sempre 34,20 € l'anno.
  • La soglia è un'esenzione secca: se la giacenza media resta a 5.000 € o meno, non paghi nulla; se la supera anche di poco, paghi l'intero importo per il periodo.
  • L'addebito segue l'estratto conto: con estratto conto trimestrale la banca addebita 8,55 € ogni tre mesi; con estratto mensile 2,85 € al mese; con estratto annuale 34,20 € in un'unica soluzione. La verifica della soglia viene fatta sul periodo di rendicontazione.

Il bollo si applica ai conti correnti e ai libretti di risparmio, bancari e postali, ed è lo stesso per un conto con filiale e per un conto online. Non riguarda i prodotti finanziari (titoli, fondi, conti deposito), che hanno un'imposta diversa, proporzionale al valore: per i conti deposito è dello 0,20% annuo, e il confronto con il bollo del conto corrente è nella guida alle tasse sul conto deposito.

Come si calcola la giacenza media e i trucchi che non funzionano

La giacenza media si calcola come media dei saldi giornalieri del conto nel periodo di riferimento, ed è la banca a determinarla e a indicarla nell'estratto conto. Non conta il saldo a fine anno né quello massimo: conta quanto denaro, in media, è rimasto sul conto giorno per giorno.

Un esempio schematico: se per sei mesi hai tenuto 8.000 € e per gli altri sei 2.000 €, la giacenza media annua è 5.000 € e il conto rientra nell'esenzione. Se invece hai avuto 12.000 € per tre mesi e zero per nove, la media è 3.000 €. È per questo che chi usa il conto solo per stipendio e spese correnti spesso non paga il bollo, mentre chi lascia i risparmi fermi sul conto lo paga quasi sempre.

Tre «trucchi» che circolano e che non funzionano:

  1. Aprire due conti nella stessa banca e dividere i soldi. La giacenza media si calcola sull'insieme dei rapporti di conto e libretto intestati alla stessa persona presso lo stesso intermediario: dividere il saldo tra due conti della stessa banca non abbassa la media rilevante.
  2. Svuotare il conto il 31 dicembre. La media è giornaliera, quindi un saldo basso in un solo giorno non cambia nulla.
  3. Spostare i soldi su una prepagata a fine trimestre. Stesso limite: incide su pochi giorni di media.

Quello che funziona è tenere sul conto quanto serve per le spese correnti e destinare il resto a strumenti pensati per il risparmio. Se usi un sotto-conto o uno spazio di risparmio, verifica con il provider se quel saldo concorre alla giacenza media: di norma sì, perché fa parte dello stesso rapporto.

Il bollo sull'estratto conto delle carte di credito

Il bollo sull'estratto conto delle carte di credito è un'imposta diversa da quella sul conto corrente: non dipende dalla giacenza ma dall'importo del singolo estratto conto e si applica, in misura fissa e modesta, quando l'estratto supera una soglia stabilita dalla normativa sul bollo.

In pratica, alcune carte di credito (in particolare quelle non collegate a un conto corrente già soggetto a bollo presso lo stesso intermediario) indicano nel foglio informativo una voce del tipo «imposta di bollo sull'estratto conto: importo fisso per estratti superiori a una certa soglia». Quando nel mese la tua spesa supera quella soglia, l'emittente aggiunge l'imposta all'estratto e la versa allo Stato; quando resta sotto, non addebita nulla.

Come orientarsi:

  • Leggi la voce nel foglio informativo. Se la carta è emessa dalla stessa banca del conto corrente e l'addebito avviene sul conto, spesso non c'è un bollo separato.
  • Considera l'ordine di grandezza. Anche dodici estratti sopra soglia in un anno comportano un'imposta complessiva inferiore a quella del conto corrente.
  • Non confonderlo con le commissioni. Estratto conto cartaceo, sollecito o carta sostitutiva sono costi dell'emittente; il bollo no. Li elenchiamo nella guida ai costi nascosti delle carte di credito.

Per la TF Mastercard Gold di TF Bank, che in Italia è una carta di credito senza conto corrente collegato, la nostra scheda riporta a 0 € l'estratto conto e la chiusura fattura come costi dell'emittente; l'eventuale trattamento fiscale dell'estratto conto va verificato nel foglio informativo pubblicato da TF Bank, come per qualsiasi altra carta. Ne parliamo nella recensione TF Bank.

Carte prepagate e conti di pagamento: si paga?

Le carte prepagate, anche con IBAN, non sono conti correnti ma strumenti di moneta elettronica, e di norma non scontano l'imposta di bollo di 34,20 € prevista per i conti. È una delle ragioni per cui una prepagata con IBAN come Hype sul piano Start è spesso la prima scelta di chi tiene poca liquidità e vuole un IBAN per ricevere lo stipendio senza aprire un conto.

Due precisazioni, perché il confine non è sempre netto:

  • Prepagata con IBAN e conto di pagamento sono prodotti di istituti di pagamento o di moneta elettronica (IMEL), non di banche: i fondi sono segregati e non coperti dal fondo di garanzia dei depositi fino a 100.000 €, come spieghiamo nella guida su banche online, fintech e tutela dei depositi. Il vantaggio fiscale sul bollo va quindi valutato insieme al diverso regime di tutela.
  • Il foglio informativo decide. Il trattamento fiscale del singolo prodotto è indicato dal provider: se nella sezione «spese fisse» o «oneri fiscali» compare l'imposta di bollo, quella carta la applica. Se non compare, chiedi al servizio clienti prima di dare per scontata l'esenzione.

Per capire come funziona nel dettaglio uno strumento di questo tipo, rimandiamo alla guida sulla carta prepagata con IBAN.

Conti presso banche estere: Revolut, N26, bunq, Trade Republic

Per i conti presso banche estere il bollo dipende da come il provider opera in Italia: alcuni intermediari esteri agiscono come una banca italiana e applicano l'imposta alla fonte, altri non la trattengono, e in quel caso l'obbligo può passare al titolare tramite la dichiarazione dei redditi.

Il punto di partenza è che Revolut (Revolut Bank UAB, Lituania), bunq (banca olandese vigilata da De Nederlandsche Bank), N26 e Trade Republic (Germania) sono intermediari con sede in un altro Stato dell'Unione Europea, che operano in Italia in libera prestazione di servizi o tramite succursale. L'imposta italiana non sparisce per questo: la legge prevede per i conti detenuti all'estero un'imposta sul valore delle attività finanziarie estere (IVAFE) che, per i conti correnti, ha la stessa misura del bollo (34,20 € per le persone fisiche) e la stessa soglia di esenzione (giacenza media non superiore a 5.000 €).

In pratica si presentano due scenari:

  1. Il provider applica il bollo alla fonte. Alcuni intermediari esteri, in particolare quelli con succursale italiana o che assegnano un IBAN italiano, addebitano l'imposta direttamente sul conto come farebbe una banca nazionale. In questo caso la trovi nell'estratto conto e non devi fare altro.
  2. Il provider non applica il bollo. Se l'intermediario non agisce da sostituto d'imposta in Italia, l'imposta equivalente può essere dovuta dal titolare in dichiarazione dei redditi, insieme agli obblighi di monitoraggio fiscale previsti per le attività detenute all'estero oltre le soglie di legge. Il provider di solito lo indica nelle FAQ o nel foglio informativo.

Quale dei due scenari si applica a Revolut, N26, bunq o Trade Republic cambia nel tempo e in base al tipo di conto (per esempio, un IBAN italiano rispetto a uno lituano o tedesco), quindi non lo riportiamo come dato fisso: verifica sul sito ufficiale del provider e, se hai giacenze rilevanti o più conti esteri, con un commercialista. Il tema si intreccia con quello dell'IBAN estero in Italia, dove chiariamo che il rifiuto di un IBAN europeo per stipendio o bollette è vietato dal regolamento SEPA 260/2012, a prescindere da come viene gestito il bollo.

Conti business e società

Per i conti business intestati a società l'imposta di bollo è di 100 € annui e non è prevista la soglia di esenzione dei 5.000 €: una S.r.l. la paga a prescindere dalla giacenza. Per i soggetti che restano persone fisiche, come la ditta individuale o il libero professionista con partita IVA, si applica di norma la misura ordinaria di 34,20 € con la soglia dei 5.000 €, anche se il conto è un conto business.

I conti business che confrontiamo nella sezione B2B (Revolut Business, Qonto, Finom, Vivid Money) hanno sede in diversi Paesi europei e assegnano IBAN italiani o europei secondo il prodotto: valgono le stesse considerazioni del capitolo precedente sull'applicazione alla fonte o in dichiarazione. In tutti i casi il foglio informativo indica se e come l'imposta viene addebitata.

Tabella riassuntiva: chi paga cosa

La tabella seguente riassume il trattamento dell'imposta di bollo per i principali tipi di rapporto, con l'avvertenza che i casi concreti (in particolare per i provider esteri) vanno verificati sul foglio informativo del prodotto.

RapportoImporto del bolloSoglia di esenzioneChi lo trattiene
Conto corrente, persona fisica34,20 € l'annoGiacenza media fino a 5.000 €La banca, con la periodicità dell'estratto conto
Conto corrente, società100 € l'annoNessunaLa banca
Conto business, ditta individuale o professionista34,20 € l'anno (persona fisica)Giacenza media fino a 5.000 €La banca
Estratto conto carta di creditoImporto fisso per estratto sopra soglia, se previstoEstratti sotto la soglia di importoL'emittente della carta
Carta prepagata, anche con IBANDi norma non dovuto (moneta elettronica)Non applicabileVerificare il foglio informativo
Conto presso banca estera34,20 € (bollo alla fonte o IVAFE in dichiarazione)Giacenza media fino a 5.000 €Il provider, se sostituto; altrimenti il titolare

Per la maggior parte delle persone fisiche con un solo conto e liquidità contenuta il bollo è zero o 34,20 € l'anno; per chi ha conti esteri o una società l'adempimento va seguito con più attenzione.

Come ridurre o evitare il bollo legalmente

Ridurre o evitare il bollo è possibile solo agendo sulla giacenza media, non sul tipo di provider, e con alcune scelte di organizzazione della liquidità perfettamente legittime.

  • Tieni sul conto corrente solo la liquidità operativa. Se lo stipendio entra e le spese escono, la giacenza media resta spesso sotto i 5.000 € e il conto è esente. I risparmi che non usi hanno più senso su strumenti dedicati, come un conto deposito, con il loro regime fiscale.
  • Usa una prepagata con IBAN per il quotidiano, se ti basta. Per chi non ha bisogno di un conto corrente, una prepagata con IBAN a canone zero come Hype Start evita il bollo del conto; ricorda però il diverso regime di tutela dei fondi.
  • Se hai conti esteri, regolarizza una volta per tutte. Chiarire con il commercialista se il provider trattiene il bollo o se devi indicare il conto in dichiarazione elimina l'incertezza per gli anni a venire.

Nessuna di queste scelte richiede di rinunciare a un buon conto: nel confronto delle carte e dei conti trovi prodotti a canone zero che, con una gestione attenta della giacenza, possono costare zero anche di bollo.

Conclusione

L'imposta di bollo è la voce dell'estratto conto che meno dipende dal provider e più dalla legge: 34,20 € l'anno per le persone fisiche con giacenza media oltre 5.000 €, 100 € per le società, un piccolo importo fisso su alcuni estratti conto di carte di credito, di norma nulla sulle prepagate. Non è una commissione da negoziare ma un'imposta da conoscere, e il modo migliore per non pagarla è tenere sul conto solo la liquidità che serve davvero. Per i conti presso banche estere la regola non cambia, cambia chi la applica: se il provider non trattiene il bollo, l'adempimento passa a te. Prima di scegliere un conto o una carta leggi la sezione fiscale del foglio informativo, e in caso di dubbio chiedi a un professionista: CartaSmart confronta le condizioni, ma non sostituisce una consulenza fiscale.

L'imposta di bollo non va confusa con l'obbligo di pagamento tracciabile per le detrazioni fiscali del 19%, che riguarda il mezzo con cui paghi e non il conto: è spiegato nella guida sui pagamenti tracciabili e le detrazioni.

Da ricordare

  • L'imposta di bollo sul conto corrente è di 34,20 € annui per le persone fisiche e si applica solo se la giacenza media dell'anno supera 5.000 €; sotto quella soglia il conto è esente.
  • Il bollo non è una commissione della banca ma un'imposta dello Stato: la banca la trattiene dal conto e la versa all'Erario, addebitandola con la periodicità dell'estratto conto.
  • Alcune carte di credito applicano un'imposta di bollo sull'estratto conto quando supera una soglia di importo; le carte prepagate, anche con IBAN, non sono conti correnti e di norma non scontano il bollo del conto.
  • Per i conti presso banche estere che non applicano il bollo alla fonte, l'imposta equivalente (IVAFE) può essere dovuta in dichiarazione dei redditi: verifica con il provider e con un commercialista.

Fonti e riferimenti

Contenuto informativo e comparativo, non consulenza finanziaria personalizzata. Canoni, tassi e condizioni citati sono indicativi, tratti dalla documentazione pubblica dei provider alla data di aggiornamento: verificali sempre sul sito ufficiale prima di sottoscrivere un prodotto. Alcuni link verso i provider sono sponsorizzati e sono etichettati come tali.

FAQ

Domande frequenti su imposta di bollo su carte e conti

Le risposte rapide alle domande più comuni sull'argomento di questa guida.

Per le persone fisiche l'imposta di bollo sul conto corrente è di 34,20 € all'anno, addebitata in quote secondo la periodicità dell'estratto conto (per esempio 8,55 € a trimestre). Si applica solo se la giacenza media annua supera 5.000 €: se resta sotto, il conto è esente e la banca non addebita nulla.

La giacenza media è la media dei saldi giornalieri del conto nel periodo di riferimento, calcolata dalla banca. Contano i saldi di tutti i rapporti di conto e libretto intestati alla stessa persona presso lo stesso intermediario, quindi spostare i soldi tra due conti della stessa banca non serve a restare sotto soglia.

Le carte prepagate, anche quando hanno un IBAN, sono strumenti di moneta elettronica e non conti correnti: di norma non scontano il bollo di 34,20 € previsto per i conti. Le condizioni fiscali del singolo prodotto sono comunque indicate nel foglio informativo del provider, che va sempre controllato.

Dipende da come opera il provider in Italia. Alcuni intermediari esteri applicano il bollo direttamente sul conto come una banca italiana; altri non lo trattengono e in quel caso, se la giacenza media supera 5.000 €, l'imposta equivalente (IVAFE) può essere dovuta dal titolare in dichiarazione dei redditi. Verifica sul sito del provider e, in caso di dubbio, con un commercialista.

Per i soggetti diversi dalle persone fisiche, come le società, l'imposta di bollo sul conto è di 100 € annui e non è prevista la soglia di esenzione dei 5.000 €. Per una ditta individuale o un professionista, che restano persone fisiche, si applica di norma la misura ordinaria di 34,20 € con la soglia. Le condizioni sono nel foglio informativo del conto business.

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