Fintech e conti online

Banche online e fintech sono sicure? Tutela dei depositi spiegata

Banche online e fintech sono sicure? Differenza tra banca e IMEL, tutela dei depositi fino a 100.000 €, segregazione dei fondi e come verificare la licenza.

Indice dell’articolo
  1. In breve
  2. Banche online, fintech, neobank: di cosa parliamo
  3. Come funziona la tutela dei depositi bancari fino a 100.000 €
  4. Come sono protetti i fondi in un istituto di moneta elettronica
  5. Banca o IMEL: la tabella delle differenze
  6. Chi è banca e chi è IMEL tra i conti del confronto
  7. Come verificare la licenza di un provider in cinque minuti
  8. Sicurezza operativa: cosa vale per tutti, banche e fintech
  9. Conclusione

In breve

  • Una banca autorizzata nell'Unione Europea aderisce a un sistema di garanzia dei depositi (DGS) che rimborsa fino a 100.000 € per depositante per banca in caso di dissesto.
  • Un istituto di moneta elettronica (IMEL) non aderisce al DGS: i fondi dei clienti sono segregati su conti dedicati presso banche terze e non possono essere usati dall'istituto.
  • Tra i provider del confronto CartaSmart, bunq è una banca olandese, Revolut serve i clienti UE tramite Revolut Bank UAB, TF Bank è una banca svedese; Qonto è un IMEL.
  • La licenza si verifica in pochi minuti negli albi della Banca d'Italia e nei registri dell'Autorità bancaria europea.
  • Contro le frodi valgono per tutti le regole PSD2: autenticazione forte e franchigia massima di 50 € per operazioni non autorizzate prima della segnalazione.

Banche online, fintech, neobank: di cosa parliamo

Con «banche online» e «fintech» si indicano operatori che offrono conti, carte e pagamenti quasi esclusivamente tramite app, senza filiali; il termine non dice nulla sulla licenza con cui operano, ed è proprio la licenza a determinare come sono protetti i tuoi soldi.

Dietro un'app con IBAN e carta possono esserci realtà giuridiche molto diverse:

  • una banca autorizzata in Italia o in un altro Stato membro dell'Unione Europea, che raccoglie depositi e aderisce al sistema di garanzia del proprio paese;
  • un istituto di moneta elettronica (IMEL), autorizzato a emettere moneta elettronica e a offrire conti di pagamento, ma non a raccogliere depositi in senso bancario;
  • un istituto di pagamento, con un perimetro ancora più ristretto;
  • un distributore o agente che opera per conto di uno dei soggetti precedenti, usando la licenza di un partner.

Il cliente percepisce la stessa esperienza (app, IBAN, carta, notifiche), ma la tutela dei fondi cambia. Per questo la prima domanda da fare a qualunque conto online non è «quanto costa» ma «chi è la controparte contrattuale e che licenza ha».

Come funziona la tutela dei depositi bancari fino a 100.000 €

La tutela dei depositi bancari funziona attraverso i sistemi di garanzia dei depositi (DGS), previsti dalla direttiva europea 2014/49/UE: ogni banca autorizzata in uno Stato membro aderisce al sistema del proprio paese, che in caso di dissesto della banca rimborsa i depositanti fino a 100.000 € per depositante per banca.

I punti chiave della garanzia sono:

  • Importo: 100.000 € per depositante per banca, calcolati sommando tutti i conti e i depositi che la stessa persona ha presso la stessa banca. Un conto cointestato a due persone è coperto fino a 100.000 € per ciascun cointestatario.
  • Chi rimborsa: il sistema di garanzia del paese in cui la banca è autorizzata. In Italia il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e, per le banche di credito cooperativo, il Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo; per una banca lituana il sistema lituano; per una banca olandese quello olandese.
  • Tempi: la direttiva prevede tempi di rimborso brevi, armonizzati a livello europeo, senza che il depositante debba presentare domanda nella generalità dei casi.
  • Cosa è coperto: i depositi (conti correnti, conti di deposito, saldi in euro e in altre valute presso la banca). Non sono coperti gli investimenti (azioni, ETF, obbligazioni), che seguono regole di separazione patrimoniale diverse. Come funziona un conto deposito, vincolato o svincolato, è spiegato nella guida su cos'è un conto deposito.

Come sono protetti i fondi in un istituto di moneta elettronica

I fondi dei clienti di un istituto di moneta elettronica sono protetti attraverso la segregazione: l'IMEL ha l'obbligo di tenere il denaro ricevuto dai clienti separato dal proprio patrimonio, depositandolo su conti dedicati presso banche terze (conti di salvaguardia) o investendolo in attività sicure e liquide, oppure coprendolo con una polizza o garanzia equivalente.

La differenza con la banca è di meccanismo, non di serietà:

  • l'IMEL non può usare i fondi dei clienti per finanziare la propria attività, concedere prestiti o coprire perdite; la banca invece raccoglie depositi proprio per impiegarli, ed è per questo che esiste il DGS;
  • in caso di insolvenza dell'IMEL, i fondi segregati non entrano nella massa fallimentare e vengono restituiti ai clienti; la procedura di restituzione, però, non ha i tempi rapidi e automatici del rimborso DGS e non c'è un fondo terzo che interviene se qualcosa nella segregazione non ha funzionato;
  • l'IMEL non paga interessi sui saldi come deposito bancario e non concede fidi o finanziamenti in proprio.

Qonto, il conto business con IBAN italiano del nostro confronto, dichiara di operare come IMEL con fondi tutelati tramite conto di salvaguardia: è un'informazione che il provider stesso mette in chiaro nelle FAQ ufficiali, e che riportiamo nella recensione di Qonto. Per un professionista o una piccola impresa la segregazione è una tutela adeguata all'operatività corrente; chi tiene liquidità elevata sul conto valuta spesso di distribuirla anche su conti bancari coperti dal DGS.

Banca o IMEL: la tabella delle differenze

La tabella seguente mette a confronto le due forme di licenza dal punto di vista di chi apre un conto: come sono protetti i fondi, chi vigila, cosa può offrire l'operatore.

AspettoBanca (licenza bancaria UE)Istituto di moneta elettronica (IMEL)
Tutela dei fondiSistema di garanzia dei depositi fino a 100.000 € per depositante per bancaSegregazione su conti di salvaguardia presso banche terze; nessun DGS
In caso di dissestoRimborso dal fondo di garanzia, con tempi armonizzatiRestituzione dei fondi segregati attraverso la procedura
VigilanzaAutorità del paese di autorizzazione (in Italia Banca d'Italia; per le banche significative la BCE)Autorità del paese di autorizzazione
Può concedere creditoSì: fidi, prestiti, mutui, carte di creditoNo, non in proprio
Può pagare interessi sui depositiSìNo, sui saldi di moneta elettronica
IBAN e carteSìSì
Regole PSD2 (SCA, franchigia 50 €)SìSì
Esempi nel confronto CartaSmartbunq, Revolut Bank UAB (clienti UE), TF BankQonto

Per i provider non citati in tabella (Trade Republic, Hype, Finom, Vivid Money, Revolut Business) la natura della licenza e l'entità emittente vanno lette nelle condizioni contrattuali sul sito ufficiale: alcuni operano con licenza propria, altri tramite banche o IMEL partner, e la situazione può cambiare nel tempo.

Chi è banca e chi è IMEL tra i conti del confronto

Tra i provider confrontati su CartaSmart, bunq, Revolut (per i clienti dell'Unione Europea) e TF Bank sono banche, mentre Qonto è un istituto di moneta elettronica; per gli altri la verifica va fatta nelle condizioni ufficiali.

  • bunq è una banca autorizzata nei Paesi Bassi e vigilata dalla De Nederlandsche Bank; i depositi sono coperti dal sistema di garanzia olandese fino a 100.000 € per titolare. È il motivo per cui la nostra recensione di bunq assegna il punteggio più alto alla voce sicurezza e tutela dei fondi, a fronte di un canone in abbonamento senza piano gratuito.
  • Revolut serve i clienti dell'Unione Europea, Italia inclusa, tramite Revolut Bank UAB, banca autorizzata in Lituania e vigilata dalla banca centrale lituana, con passaporto europeo; i depositi sono coperti dal sistema di garanzia lituano fino a 100.000 € per titolare. Dettagli nella recensione di Revolut.
  • TF Bank è una banca svedese specializzata nel credito al consumo, quotata al Nasdaq Stockholm, che in Italia opera come denominazione secondaria di Avarda Bank AB (publ). In Italia propone la carta di credito TF Mastercard Gold, non un conto di deposito: il tema della garanzia dei depositi riguarda quindi meno il cliente italiano, che non versa fondi ma usa una linea di credito.
  • N26 offre un conto con IBAN italiano: la scheda CartaSmart la classifica come conto con carta di debito senza canone sul piano Standard; l'entità bancaria e il sistema di garanzia applicabile vanno letti nelle condizioni ufficiali.
  • Qonto è un IMEL, come dichiara nelle proprie FAQ: fondi segregati su conto di salvaguardia, nessun fido né finanziamento diretto.

Il confronto tra un conto bancario con canone e uno senza canone, letto anche dal punto di vista della tutela, è in N26 contro bunq.

Come verificare la licenza di un provider in cinque minuti

La licenza di un provider si verifica cercando la denominazione esatta della società negli albi pubblici della Banca d'Italia e nei registri dell'Autorità bancaria europea: è un controllo gratuito che richiede pochi minuti e che conviene fare prima di aprire qualunque conto.

La procedura, passo per passo:

  1. Trova la denominazione legale della controparte: è nelle condizioni generali di contratto, nel foglio informativo o nel piè di pagina del sito ufficiale. Il nome commerciale dell'app spesso non coincide con quello della società (Revolut Bank UAB, Avarda Bank AB, e così via).
  2. Cerca negli albi della Banca d'Italia: l'albo delle banche per le banche italiane, l'albo degli IMEL e degli istituti di pagamento, e gli elenchi degli intermediari esteri autorizzati a operare in Italia in libera prestazione di servizi o con succursale. Se il nome non compare da nessuna parte, fermati.
  3. Controlla il registro dell'Autorità bancaria europea (EBA), che raccoglie gli istituti di pagamento e di moneta elettronica autorizzati in tutta l'Unione, e l'elenco delle banche autorizzate.
  4. Verifica il sistema di garanzia: se è una banca, il sito del DGS del paese di autorizzazione elenca gli aderenti. Se è un IMEL, cerca nelle condizioni la descrizione della segregazione dei fondi.
  5. Confronta con quanto dichiara il provider: le fintech serie scrivono chiaramente nelle FAQ se sono banca o IMEL. Un'app che evita la domanda o risponde in modo vago è un segnale d'allarme.

Sicurezza operativa: cosa vale per tutti, banche e fintech

Sul fronte della sicurezza operativa, banche e fintech autorizzate nell'Unione Europea sono soggette alle stesse regole: la direttiva PSD2 impone l'autenticazione forte del cliente (SCA) per accedere al conto e disporre pagamenti online, e limita a 50 € la franchigia massima a carico del cliente per le operazioni non autorizzate effettuate prima della segnalazione, salvo dolo o colpa grave.

Le fintech aggiungono strumenti che le banche tradizionali hanno introdotto più lentamente e che riducono il rischio in modo concreto:

  • blocco e sblocco istantanei della carta dall'app, senza chiamare un numero verde;
  • carte virtuali, anche usa e getta, per gli acquisti su siti sconosciuti;
  • controlli granulari: disattivare pagamenti online, contactless, prelievi o pagamenti all'estero singolarmente;
  • notifiche in tempo reale per ogni movimento, che permettono di accorgersi subito di un'operazione anomala;
  • limiti di spesa modificabili in pochi secondi.

Revolut, per esempio, offre carte virtuali usa e getta e controlli della carta in tempo reale; bunq riconosce automaticamente i viaggi all'estero e permette di bloccare la carta e gestirne i limiti in pochi tocchi. Sono funzioni che vale la pena attivare il giorno stesso dell'apertura del conto, insieme alla verifica in due passaggi.

Il rovescio della medaglia, segnalato da una parte degli utenti di diverse fintech, è il blocco temporaneo del conto per verifiche antifrode e antiriciclaggio automatizzate: episodi non generalizzati, ma possibili, che per chi usa il conto come unico strumento possono essere un problema. Tenere un secondo conto attivo è una precauzione ragionevole con qualunque operatore. Cosa serve per aprire un conto e cosa un comparatore non ti chiede mai è descritto in aprire un conto online: documenti e verifica dell'identità.

Conclusione

Le banche online e le fintech autorizzate nell'Unione Europea sono sicure nella misura in cui conosci la licenza con cui operano: una banca aderisce a un sistema di garanzia dei depositi che rimborsa fino a 100.000 € per depositante per banca; un istituto di moneta elettronica segrega i fondi dei clienti su conti dedicati, senza garanzia ma senza poterli usare. Tra i provider del nostro confronto bunq, Revolut Bank UAB e TF Bank sono banche, Qonto è un IMEL; per gli altri la verifica va fatta nelle condizioni ufficiali e negli albi della Banca d'Italia e dell'EBA. Sul fronte delle frodi valgono per tutti le regole PSD2, e gli strumenti dell'app (blocco istantaneo, carte virtuali, notifiche) riducono il rischio residuo. Nel confronto delle carte e in quello dei conti business trovi per ciascun prodotto le condizioni documentate, da verificare sempre sul sito ufficiale del provider.

Una volta scelto il conto, il passaggio è regolato dalla legge: la guida su come cambiare banca e la portabilità del conto spiega tempi, passaggi e cosa non si trasferisce.

Da ricordare

  • Una banca autorizzata nell'Unione Europea aderisce a un sistema di garanzia dei depositi (DGS) che copre fino a 100.000 € per depositante per banca; un istituto di moneta elettronica (IMEL) non vi aderisce.
  • I fondi dei clienti di un IMEL sono segregati su conti dedicati presso banche terze e non possono essere usati dall'istituto: sono protetti, ma con un meccanismo diverso dalla garanzia.
  • Tra i provider confrontati su CartaSmart, bunq è una banca olandese, Revolut opera per i clienti UE tramite Revolut Bank UAB e TF Bank è una banca svedese; Qonto è un IMEL.
  • La licenza di qualunque operatore si verifica negli albi pubblici della Banca d'Italia e nei registri dell'Autorità bancaria europea: è un controllo che richiede pochi minuti.

Fonti e riferimenti

Contenuto informativo e comparativo, non consulenza finanziaria personalizzata. Canoni, tassi e condizioni citati sono indicativi, tratti dalla documentazione pubblica dei provider alla data di aggiornamento: verificali sempre sul sito ufficiale prima di sottoscrivere un prodotto. Alcuni link verso i provider sono sponsorizzati e sono etichettati come tali.

FAQ

Domande frequenti su banche online e fintech sono sicure? Tutela dei depositi spiegata

Le risposte rapide alle domande più comuni sull'argomento di questa guida.

Dipende dalla licenza. Se è una banca, i depositi sono rimborsati dal sistema di garanzia fino a 100.000 € per depositante per banca. Se è un istituto di moneta elettronica, i fondi dei clienti sono segregati su conti separati dal patrimonio della società e non entrano nel fallimento: vengono restituiti ai clienti attraverso la procedura, con tempi che possono essere più lunghi rispetto al rimborso del DGS.

Sì, vale per tutte le banche autorizzate nell'Unione Europea, ma è il sistema di garanzia del paese di autorizzazione a rimborsare: quello lituano per Revolut Bank UAB, quello olandese per bunq, quello italiano per le banche italiane. Le regole di base (100.000 € per depositante per banca) sono armonizzate a livello europeo.

Cerca il nome della società nelle condizioni contrattuali o nel piè di pagina del sito, poi verificalo negli albi della Banca d'Italia (albo delle banche, albo degli IMEL, elenchi degli operatori esteri in Italia) o nel registro dell'Autorità bancaria europea. Le fintech serie dichiarano la propria natura nelle FAQ ufficiali: Qonto, per esempio, dichiara di essere un IMEL.

La garanzia copre fino a 100.000 € per depositante per banca; la parte eccedente non è coperta. Chi ha somme superiori le distribuisce di norma su più banche distinte, ognuna con la propria copertura. Attenzione: due marchi dello stesso gruppo bancario con la stessa licenza contano come un'unica banca.

Le fintech applicano le stesse regole europee delle banche tradizionali: autenticazione forte del cliente (SCA) prevista dalla PSD2 e franchigia massima di 50 € a carico del cliente per operazioni non autorizzate prima della segnalazione, salvo dolo o colpa grave. In più offrono strumenti come blocco istantaneo, carte virtuali e notifiche in tempo reale che riducono il rischio.

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