Costi e commissioni

Conto corrente a zero spese: i costi da controllare prima di aprirlo

Canone zero non vuol dire conto gratis: condizioni per azzerarlo, prelievi, carta, bonifici, F24, bollo e ISC. La checklist per leggere il foglio informativo.

Indice dell’articolo
  1. In breve
  2. Perché «a zero spese» non basta
  3. I documenti da leggere: foglio informativo, ISC e riepilogo delle spese
  4. Le voci da controllare, una per una
  5. Il costo che non dipende dalla banca: l'imposta di bollo
  6. Un esempio: lo stesso conto per due persone diverse
  7. Cosa fare se le condizioni cambiano
  8. La checklist prima di aprire il conto
  9. Conclusione

In breve

  • Canone zero non vuol dire conto gratis: prelievi, carta fisica, bonifici allo sportello, F24 e scoperti possono costare anche su un conto senza canone.
  • Alcuni conti sono a canone zero solo a condizioni (stipendio, spesa minima, età): se smetti di rispettarle, il canone torna.
  • L'ISC, indicatore sintetico di costo, stima nel foglio informativo il costo annuo del conto per profili di utilizzo tipici: è il primo numero da guardare.
  • Dal 9 ottobre 2025 i bonifici istantanei in euro non possono costare più di quelli ordinari.
  • L'imposta di bollo di 34,20 € l'anno sopra i 5.000 € di giacenza media è dovuta per legge su ogni conto corrente di una persona fisica, a canone zero o no.

Perché «a zero spese» non basta

Negli ultimi anni il canone zero è diventato la norma tra i conti online, e sempre più spesso anche tra quelli delle banche tradizionali. È un passo avanti, ma il canone è solo la voce più visibile: il costo reale di un conto dipende da come lo usi.

Chi preleva spesso piccole somme, paga gli F24 per conto di un familiare, va in filiale per i bonifici o lascia il conto in rosso per qualche giorno può spendere più con un conto a canone zero che con uno a pagamento che include quei servizi. Allo stesso modo, un conto «gratis il primo anno» può costare decine di euro l'anno dal secondo, se non rispetti le condizioni per azzerare il canone.

La buona notizia è che tutte le voci sono scritte, per legge, in documenti standard che la banca deve mettere a disposizione prima della firma. Basta sapere dove guardare. Nel nostro confronto dei conti correnti mettiamo in fila canone, IBAN, carta e condizioni principali; qui vediamo come completare il quadro.

I documenti da leggere: foglio informativo, ISC e riepilogo delle spese

Prima di aprire un conto corrente hai diritto a ricevere gratuitamente, anche online:

  • il foglio informativo, con tutte le condizioni economiche del conto e dei servizi collegati;
  • il documento informativo sulle spese, che riassume con una terminologia standard i costi dei servizi più comuni, così da poter confrontare banche diverse;
  • la guida pratica al conto corrente della Banca d'Italia, che spiega i termini usati.

Nel foglio informativo trovi l'ISC, indicatore sintetico di costo: una stima del costo annuo del conto calcolata dalla banca per profili di utilizzo standard, per esempio giovani, famiglie con operatività bassa, media o elevata, pensionati. Confrontare l'ISC dello stesso profilo su due conti è il modo più rapido per capire quale costa meno per un uso simile al tuo.

L'ISC ha però due limiti: non comprende l'imposta di bollo e non tiene conto delle operazioni che il profilo non prevede, come i prelievi all'estero o lo scoperto. Va quindi usato come punto di partenza, non come verdetto.

Una volta l'anno, inoltre, la banca ti invia il riepilogo delle spese: il totale di quanto hai effettivamente pagato nell'anno. È il documento da guardare per capire se il conto che hai già ti costa più di quanto pensavi.

Le voci da controllare, una per una

La tabella seguente riassume le voci di costo più frequenti nei fogli informativi dei conti correnti per privati, con la domanda da porsi per ciascuna.

VoceDove si nasconde il costoLa domanda da farsi
CanoneCondizioni per azzerarlo, durata della promozioneLo rispetterò anche tra un anno?
Carta di debitoEmissione della carta fisica, canone dal secondo anno, sostituzioneMi serve la carta fisica o basta quella virtuale?
PrelieviSoglie mensili, importo minimo, ATM di altre banche o all'esteroQuanti prelievi faccio e di che importo?
BonificiSportello invece che online, bonifici esteri fuori area SEPALi faccio tutti dall'app?
F24, pagoPA, bollettiniCommissione per pagamento o servizio non disponibilePago tasse e utenze da questo conto?
Addebiti direttiCommissione per addebito, di norma raraQuante utenze domicilio?
ComunicazioniEstratto conto cartaceoAccetto le comunicazioni online?
Scoperto e sconfinamentoInteressi e commissione di istruttoria veloceRischio di andare in rosso?
Cambio valutaMaggiorazione sul tasso di cambioPago spesso in valuta diversa dall'euro?
Imposta di bollo34,20 € l'anno sopra 5.000 € di giacenza mediaTengo i risparmi sul conto corrente?

Il canone e le condizioni per azzerarlo

È la prima voce da leggere fino in fondo. Esistono tre modelli: canone zero senza condizioni, canone zero a condizioni (accredito dello stipendio, una spesa minima mensile con la carta, un'età massima) e canone zero per un periodo, dopo il quale si paga.

Un esempio dal nostro confronto: SelfyConto di Banca Mediolanum ha canone zero il primo anno, poi 3,75 € al mese, che si azzerano con l'accredito dello stipendio, con 500 € di spese al mese o per gli under 30. È un buon conto per chi rispetta una di queste condizioni; per chi non le rispetta sono 45 € l'anno. BBVA e Trade Republic hanno invece canone zero senza condizioni. Se stai valutando anche conti con canone, la guida su canone mensile o annuale spiega come confrontarli.

La carta

Spesso la carta virtuale è gratuita e quella fisica no, o lo è solo il primo anno. Su SelfyConto, per esempio, la carta fisica costa 10 € l'anno dal secondo anno. Controlla anche il costo di sostituzione in caso di smarrimento e quello di una seconda carta.

I prelievi

È la voce che fa più differenza tra un conto e l'altro. Le formule sono molte: prelievi gratuiti senza limiti in area euro, gratuiti fino a un numero o importo mensile, gratuiti solo sopra un importo minimo. BBVA, per esempio, rende gratuiti i prelievi in zona euro da 100 € in su e applica 2 € sotto quella soglia e fuori dall'area euro. Chi preleva spesso 20 o 50 € alla volta deve tenerne conto; come ridurre questa voce è spiegato nella guida alle commissioni di prelievo.

Bonifici, F24 e bollettini

I bonifici SEPA online sono gratuiti nella maggior parte dei conti online; quelli allo sportello, dove esiste, si pagano quasi sempre. Per i bonifici istantanei in euro il regolamento europeo sui pagamenti istantanei impone, dal 9 ottobre 2025, che non costino più di un bonifico ordinario.

Gli F24 e i pagamenti pagoPA meritano un controllo a parte: alcuni conti, soprattutto di banche estere, non li offrono affatto. Non è un costo, ma se devi pagare tasse o contributi ti costringe a tenere un secondo conto.

Lo scoperto

Andare in rosso senza un fido concordato si chiama sconfinamento, e costa: interessi a un tasso elevato e, in molti conti, una commissione di istruttoria veloce per ogni sconfinamento oltre una certa soglia. Molti conti online non permettono affatto lo scoperto e rifiutano il pagamento: è un limite, ma anche una protezione.

Il costo che non dipende dalla banca: l'imposta di bollo

Qualunque conto corrente intestato a una persona fisica paga l'imposta di bollo di 34,20 € l'anno se la giacenza media supera 5.000 €, a prescindere dal canone. Non è una commissione della banca ma un'imposta, e non la trovi nell'ISC.

Ne derivano due consigli pratici. Se tieni i risparmi sul conto corrente, il bollo è quasi certo e va messo nel costo annuo; se tieni sul conto solo quanto serve per le spese del mese, può restare a zero. La liquidità in eccesso può andare su un conto deposito o essere remunerata dallo stesso conto: il confronto tra il bollo dei conti correnti e quello dello 0,20% dei conti deposito è nella guida alle tasse sul conto deposito. Tutti i dettagli sul calcolo della giacenza media sono nella guida all'imposta di bollo.

Un esempio: lo stesso conto per due persone diverse

Prendiamo un conto ipotetico con canone zero a condizione di accreditare lo stipendio, carta fisica a 10 € l'anno e prelievi gratuiti solo da 100 € in su, con 2 € sotto soglia.

  • Giulia accredita lo stipendio, usa la carta virtuale nello smartphone e preleva una volta al mese 150 €. Costo annuo: 0 €, più il bollo se la giacenza media supera 5.000 €.
  • Marco è lavoratore autonomo e non accredita uno stipendio, vuole la carta fisica e preleva 50 € ogni settimana. Costo annuo: il canone pieno, 10 € di carta e circa 104 € di prelievi.

Stesso conto, costi molto diversi. È il motivo per cui l'ISC è calcolato su più profili, e perché conviene rifare i conti con le tue abitudini reali.

Cosa fare se le condizioni cambiano

Le condizioni di un conto non sono scolpite nella pietra. Se il contratto lo prevede, la banca può modificarle unilateralmente per un giustificato motivo, per esempio introducendo un canone su un conto che era gratuito. In quel caso deve comunicarlo per iscritto con almeno due mesi di preavviso, e tu puoi recedere senza spese prima che la modifica entri in vigore.

Cambiare conto, del resto, è più semplice di quanto sembri: la chiusura non può comportare spese e la portabilità del conto trasferisce gratuitamente stipendio, addebiti e saldo verso la nuova banca. La procedura è spiegata nella guida su come cambiare banca.

Esiste infine il conto di base, previsto dalla legge per garantire a tutti l'accesso ai servizi essenziali: comprende un numero definito di operazioni a un canone annuo contenuto ed è gratuito, entro certi limiti, per chi ha un ISEE sotto la soglia fissata dalla normativa. Può essere un'alternativa per chi fa un uso molto semplice del conto.

La checklist prima di aprire il conto

  1. Elenca le tue abitudini: prelievi al mese e importo, bonifici, F24, carta fisica o virtuale, viaggi fuori dall'euro, giacenza media.
  2. Leggi le condizioni del canone fino in fondo: senza condizioni, a condizioni o per un periodo.
  3. Confronta l'ISC del profilo più vicino al tuo.
  4. Calcola le voci fuori profilo: prelievi sotto soglia, carta fisica, scoperto, cambio valuta.
  5. Aggiungi il bollo se terrai sul conto più di 5.000 € in media.
  6. Verifica i servizi: IBAN italiano, F24, pagoPA, assistenza.
  7. Controlla il riepilogo delle spese dopo il primo anno e confrontalo con le tue stime.

Conclusione

Un conto a canone zero è un ottimo punto di partenza, ma il costo vero di un conto corrente si misura sull'uso che ne fai: condizioni per azzerare il canone, prelievi, carta fisica, F24, scoperto e imposta di bollo possono trasformare un conto «gratis» in un conto da decine di euro l'anno. Leggi il foglio informativo, confronta l'ISC del profilo più vicino al tuo e rifai i conti con le tue abitudini reali. Nel nostro confronto dei conti correnti trovi conti a canone zero senza condizioni e conti che lo azzerano a condizioni; le condizioni aggiornate sono sempre quelle del foglio informativo sul sito ufficiale del provider.

Da ricordare

  • Canone zero e conto gratuito non sono la stessa cosa: prelievi, carta fisica, bonifici allo sportello, F24 e imposta di bollo possono avere un costo anche sui conti senza canone.
  • Alcuni conti hanno canone zero solo a condizioni, come l'accredito dello stipendio, una spesa minima o un limite di età: se smetti di rispettarle, il canone torna.
  • L'ISC, indicatore sintetico di costo, stima nel foglio informativo il costo annuo del conto per profili di utilizzo tipici ed è il modo più rapido per confrontare due conti.
  • Dal 9 ottobre 2025 un bonifico istantaneo in euro non può costare più di un bonifico ordinario, per effetto del regolamento europeo sui pagamenti istantanei.
  • L'imposta di bollo di 34,20 € l'anno sopra i 5.000 € di giacenza media è dovuta per legge su qualunque conto corrente di una persona fisica, anche a canone zero.

Fonti e riferimenti

Contenuto informativo e comparativo, non consulenza finanziaria personalizzata. Canoni, tassi e condizioni citati sono indicativi, tratti dalla documentazione pubblica dei provider alla data di aggiornamento: verificali sempre sul sito ufficiale prima di sottoscrivere un prodotto. Alcuni link verso i provider sono sponsorizzati e sono etichettati come tali.

FAQ

Domande frequenti su conto corrente a zero spese

Le risposte rapide alle domande più comuni sull'argomento di questa guida.

Non sempre. Il canone zero riguarda solo il costo fisso di tenuta del conto: restano possibili commissioni su prelievi, carta fisica, bonifici allo sportello, pagamenti di F24 o bollettini, invio cartaceo delle comunicazioni e scoperti. Si aggiunge l'imposta di bollo di 34,20 € l'anno se la giacenza media supera 5.000 €. Le voci sono tutte nel foglio informativo.

L'ISC, indicatore sintetico di costo, è una stima del costo annuo complessivo del conto calcolata dalla banca per alcuni profili di utilizzo tipici, come giovani, famiglie o pensionati, con operatività bassa, media o elevata. Si trova nel foglio informativo e permette di confrontare conti diversi sullo stesso profilo. Non comprende l'imposta di bollo né i costi di operazioni non previste dal profilo.

Per effetto del regolamento europeo sui pagamenti istantanei, dal 9 ottobre 2025 le banche dell'area euro devono permettere di inviare bonifici istantanei in euro e non possono farli pagare più dei bonifici ordinari corrispondenti. Se il bonifico ordinario online è gratuito, lo è anche quello istantaneo disposto online.

Sì, con una modifica unilaterale delle condizioni, se il contratto lo prevede e c'è un giustificato motivo. La banca deve comunicarla per iscritto con almeno due mesi di preavviso, e tu puoi recedere dal contratto senza spese prima che la modifica entri in vigore, mantenendo le condizioni precedenti fino alla chiusura.

La chiusura del conto corrente non può comportare spese per il cliente e il trasferimento di stipendio, addebiti e saldo con la portabilità del conto è gratuito. Restano dovuti solo i costi già maturati fino alla chiusura, come quote di canone o imposta di bollo del periodo.

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