In breve
- Un conto deposito è un conto bancario su cui tieni i risparmi in cambio di interessi: non serve per pagare, ma per far rendere la liquidità che non ti serve ogni giorno.
- Esistono due grandi famiglie: i conti vincolati, con somme bloccate per una durata e tasso fisso, e i conti svincolati o di liquidità remunerata, con soldi sempre disponibili e tasso variabile.
- Il tasso pubblicizzato è lordo: sugli interessi si applica la ritenuta del 26% e sul conto l'imposta di bollo, quindi il rendimento netto è sempre più basso.
- Il capitale non è investito sui mercati: il rischio è quello di dissesto della banca, coperto fino a 100.000 € per depositante e per banca dal sistema di garanzia dei depositi.
- Conviene a chi ha una riserva di liquidità che resterebbe ferma sul conto corrente; non sostituisce un investimento di lungo periodo.
Che cos'è un conto deposito
Un conto deposito è un conto aperto presso una banca con un solo scopo: custodire i risparmi e remunerarli con un tasso di interesse. A differenza del conto corrente, di norma non ha una carta, non accetta domiciliazioni e non serve per i bonifici verso terzi. Lo alimenti con un bonifico dal tuo conto corrente, chiamato spesso conto di appoggio, e quando i soldi tornano disponibili rientrano su quello stesso conto.
Il meccanismo è semplice: tu lasci una somma alla banca, la banca la usa per la propria attività (per esempio per concedere prestiti) e in cambio ti riconosce un interesse. Non compri nulla e non c'è un prezzo che oscilla ogni giorno: il capitale versato resta quello, e a crescere sono solo gli interessi maturati.
Per questo il conto deposito è uno degli strumenti di risparmio più semplici e prevedibili. Non è un investimento nel senso di azioni, obbligazioni o fondi, e non ne ha né il potenziale né i rischi. È piuttosto il gradino successivo al conto corrente: il posto dove tenere la liquidità che non ti serve subito, perché renda qualcosa invece di restare ferma. Nel nostro confronto dei conti deposito trovi le offerte che analizziamo, con tasso, vincolo e tutela messi in fila.
Come funziona: tasso, durata e accredito degli interessi
Ogni conto deposito si descrive con poche voci, che trovi nel foglio informativo della banca. Sono le stesse che servono per confrontarli.
Il tasso di interesse
È la percentuale annua che la banca riconosce sulle somme depositate, sempre espressa al lordo delle tasse. Può essere fisso, cioè stabilito all'apertura e garantito per tutta la durata, oppure variabile, cioè rivisto dalla banca nel tempo, spesso in base ai tassi della Banca Centrale Europea. Molte offerte prevedono un tasso promozionale per i nuovi clienti, valido per qualche mese o fino a una certa soglia di saldo.
La durata e il vincolo
Nei conti vincolati scegli all'apertura per quanto tempo bloccare i soldi: tipicamente da tre mesi a qualche anno. Più lunga è la durata, più alto è di solito il tasso. Nei conti svincolati non c'è una durata: i soldi restano disponibili e li puoi riportare sul conto corrente quando vuoi.
Il calcolo e l'accredito degli interessi
Gli interessi maturano di norma giorno per giorno sul saldo effettivo, ma vengono accreditati con una periodicità fissa: ogni mese, ogni trimestre, ogni anno o alla scadenza del vincolo. Un accredito frequente rende gli interessi disponibili prima e, se restano sul conto, li fa a loro volta fruttare, anche se su cifre e tassi normali la differenza è modesta.
Importi minimi e massimi
Alcuni conti remunerano dal primo euro, altri chiedono un versamento minimo, per esempio 1.000 €, e fissano un massimo per singolo deposito. La tabella seguente riassume le voci da cercare nel foglio informativo e cosa significano in pratica.
| Voce del foglio informativo | Cosa indica | Cosa controllare |
|---|---|---|
| Tasso lordo annuo | La remunerazione prima delle tasse | Se è fisso o variabile, se è promozionale e fino a quando |
| Durata del vincolo | Per quanto tempo i soldi restano bloccati | Se è possibile lo svincolo anticipato e cosa costa |
| Periodicità degli interessi | Ogni quanto vengono accreditati | Mensile, trimestrale, annuale o a scadenza |
| Importo minimo e massimo | Quanto puoi versare | Se il tasso vale su tutto il saldo o solo fino a una soglia |
| Imposta di bollo | L'imposta sul conto | Se è a carico del cliente o offerta dalla banca |
| Spese | Apertura, gestione, chiusura | Di norma assenti, ma vanno verificate |
I tipi di conto deposito
Sotto lo stesso nome convivono prodotti diversi. Conoscerli evita di confrontare un tasso fisso a tre anni con un tasso variabile che domani può cambiare.
Conto deposito vincolato. I soldi restano bloccati per la durata scelta, in cambio di un tasso fisso noto fin dall'inizio. È lo strumento giusto quando sai che non ti serviranno per un certo periodo. Se puoi svincolare in anticipo, di solito perdi in tutto o in parte gli interessi.
Conto deposito svincolato (o libero). Nessuna durata: puoi ritirare i soldi quando vuoi. Il tasso è di norma più basso di quello dei vincolati e la banca può modificarlo nel tempo.
Liquidità remunerata. Non è un conto separato, ma il saldo di un conto online che matura interessi. Funziona come uno svincolato, con il vantaggio che gli stessi soldi si possono spendere con la carta o investire dalla stessa app. È il modello di Trade Republic, Scalable Capital e BBVA nel nostro confronto.
Le differenze tra vincolato e svincolato meritano un approfondimento a parte, perché da lì dipende quasi tutto il resto: le trovi nella guida su conto deposito vincolato o svincolato, con un metodo per dividere i risparmi tra le due formule.
Quanto rende davvero: dal lordo al netto
Il tasso che vedi pubblicizzato non è quello che ti resta in tasca. Tra il lordo e il netto ci sono due voci fiscali, uguali per tutti i conti di una banca italiana o di una banca estera che opera in Italia come sostituto d'imposta.
- La ritenuta del 26% sugli interessi. Si applica a ogni accredito: su 100 € di interessi lordi ne incassi 74.
- L'imposta di bollo. Sui conti deposito è dello 0,20% annuo sulla giacenza, calcolata in proporzione al periodo. Sulla liquidità remunerata di un conto corrente si applica invece il bollo dei conti correnti, 34,20 € l'anno per le persone fisiche, solo se la giacenza media supera 5.000 €.
Un esempio con numeri tondi, solo per l'ordine di grandezza: 10.000 € depositati per un anno al 3% lordo producono 300 € di interessi. Dopo la ritenuta del 26% restano 222 €; togliendo il bollo dello 0,20% (20 €) restano circa 202 €, cioè un rendimento netto vicino al 2%. Lo stesso calcolo, con tutte le varianti e il caso delle banche estere senza sostituto d'imposta, è nella guida alle tasse sul conto deposito.
Due conseguenze pratiche. La prima: confrontando due conti guarda il netto, non il lordo, soprattutto se uno dei due offre il bollo a carico della banca. La seconda: quando i tassi sono bassi, il bollo pesa in proporzione di più e può assorbire una parte importante degli interessi.
Quanto è sicuro un conto deposito
Il conto deposito non espone i soldi ai mercati finanziari: il capitale versato non scende se la Borsa crolla. Il rischio residuo è quello che la banca fallisca, e per questo esiste la garanzia dei depositi.
In tutta l'Unione europea i depositi sono protetti fino a 100.000 € per depositante e per banca dal sistema di garanzia del Paese in cui ha sede la banca. Per una banca italiana è il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi; per una banca tedesca o spagnola che opera in Italia è il sistema tedesco o spagnolo. La soglia è la stessa, ma cambia il fondo a cui ti rivolgeresti in caso di dissesto. Come verificare quale sistema copre il tuo conto è spiegato nella guida su banche online e tutela dei depositi.
Tre dettagli da tenere a mente:
- La soglia è per banca, non per conto. Conto corrente e conto deposito presso la stessa banca si sommano: se insieme superano 100.000 €, l'eccedenza non è coperta.
- Nei conti cointestati la soglia vale per ciascun intestatario. Un conto intestato a due persone è coperto fino a 200.000 € complessivi.
- Non tutta la liquidità remunerata è un deposito. Alcuni intermediari possono tenere parte dei soldi in fondi monetari, che sono patrimonio separato del cliente ma non rientrano nella garanzia dei depositi: le condizioni del conto lo indicano.
Quando conviene un conto deposito
Il conto deposito conviene quando hai liquidità che resterebbe comunque ferma sul conto corrente. Alcuni casi tipici:
- il fondo di emergenza, la riserva per gli imprevisti, che deve restare disponibile ma può rendere qualcosa: ne parliamo nella guida al fondo di emergenza;
- una spesa futura con una data nota, come l'anticipo per una casa, l'auto o le tasse universitarie, per cui un vincolato a tasso fisso con la scadenza giusta è ideale;
- somme in attesa di una decisione, per esempio un'eredità o il ricavato di una vendita, mentre valuti cosa farne;
- la liquidità in eccesso sul conto corrente, oltre quella che serve per le spese del mese.
Conviene meno, o non basta, in altri casi:
- se i soldi ti servono per le spese quotidiane, il posto giusto è un conto corrente, magari con la liquidità remunerata;
- se hai un orizzonte di molti anni, il conto deposito difficilmente batte l'inflazione nel lungo periodo e va valutato insieme ad altri strumenti;
- se la somma è piccola e il conto chiede un versamento minimo alto, o se il bollo assorbirebbe gran parte degli interessi.
Come aprire un conto deposito
L'apertura di un conto deposito online richiede pochi minuti e gli stessi passaggi di un conto corrente online.
- Confronta le offerte guardando tasso netto, durata, periodicità degli interessi, bollo e garanzia dei depositi.
- Prepara i documenti: documento d'identità valido, codice fiscale e l'IBAN del conto corrente di appoggio, intestato a te.
- Completa il riconoscimento a distanza, previsto dalla normativa antiriciclaggio: i metodi più comuni sono descritti nella guida su come aprire un conto online.
- Versa la somma con un bonifico dal conto di appoggio e, per un vincolato, scegli la durata.
- Annota le scadenze: alla fine del vincolo alcuni conti rinnovano automaticamente, altri riportano i soldi sul conto di appoggio.
Conclusione
Un conto deposito è il modo più semplice per far rendere la liquidità che non usi ogni giorno, senza esporla ai mercati. Prima di sceglierne uno chiarisci quando potrebbero servirti i soldi: se hai una data, un vincolato a tasso fisso ti dà certezza; se non ce l'hai, uno svincolato o la liquidità remunerata ti lasciano la flessibilità. Ragiona sempre sul rendimento netto, dopo ritenuta e bollo, e tieni presso ogni banca non più di 100.000 €, la soglia della garanzia. Il nostro confronto dei conti deposito mette in fila le offerte che analizziamo; il tasso aggiornato va sempre verificato sul sito ufficiale della banca prima di aprire il conto.