In breve
- Il periodo senza interessi è il tempo tra l'acquisto e la scadenza dell'estratto conto: se saldi tutto entro quella data, il credito è gratuito.
- Il numero di giorni pubblicizzato («fino a 55», «fino a 50») è il massimo, ottenibile solo per gli acquisti fatti all'inizio del ciclo di fatturazione.
- La franchigia si perde sulla parte non pagata: rateizzare fa maturare interessi al T.A.N. della carta, e in alcune carte sospende la franchigia anche sui nuovi acquisti.
- I prelievi di contante sono esclusi: commissione per operazione e interessi dal primo giorno.
- Conoscere la data di chiusura dell'estratto conto permette di programmare gli acquisti più grandi e ottenere il massimo della franchigia.
Che cos'è il periodo senza interessi
Il periodo senza interessi, detto anche periodo di franchigia o di grazia, è l'intervallo di tempo durante il quale un acquisto fatto con la carta di credito non produce interessi, a condizione che l'estratto conto in cui compare venga saldato per intero entro la scadenza. È la caratteristica che distingue la carta di credito da un prestito: il credito esiste, ma per un certo numero di giorni non costa nulla.
Il meccanismo dipende dal modo in cui la carta di credito raggruppa le spese. Gli acquisti non vengono addebitati uno per uno, ma accumulati in un estratto conto mensile che si chiude a una data fissa e viene addebitato a una data successiva. Tra l'acquisto e l'addebito passano quindi settimane, durante le quali l'emittente ha già pagato il negoziante e tu non hai ancora pagato l'emittente. Quel tempo è il periodo senza interessi. Il funzionamento generale di plafond, estratto conto e addebito è descritto nella guida su come funziona una carta di credito.
La condizione è una sola, ma è decisiva: il saldo integrale. Se paghi l'estratto conto per intero alla scadenza, non paghi interessi su nessun acquisto del periodo. Se ne paghi solo una parte, gli interessi si applicano al residuo secondo le regole del contratto, e il vantaggio svanisce.
Come si contano i giorni: il ciclo di fatturazione
I giorni senza interessi si contano dalla data dell'acquisto alla data di scadenza dell'estratto conto, e per questo variano da acquisto ad acquisto. La cifra pubblicizzata dall'emittente è il massimo teorico, ottenuto sommando la durata del ciclo di fatturazione ai giorni tra la chiusura dell'estratto conto e l'addebito.
Un esempio con numeri semplici chiarisce il punto. Supponiamo una carta con estratto conto che si chiude il giorno 30 di ogni mese e viene addebitato il giorno 15 del mese successivo, con ciclo mensile di 30 giorni e 15 giorni tra chiusura e addebito. La tabella mostra quanti giorni di franchigia ottiene un acquisto a seconda del giorno in cui lo fai.
| Data dell'acquisto | Chiusura estratto conto | Addebito | Giorni senza interessi |
|---|---|---|---|
| 1 del mese | 30 dello stesso mese | 15 del mese dopo | 44 |
| 15 del mese | 30 dello stesso mese | 15 del mese dopo | 30 |
| 29 del mese | 30 dello stesso mese | 15 del mese dopo | 16 |
| 1 del mese dopo | 30 del mese dopo | 15 di due mesi dopo | 44 |
La stessa carta, quindi, offre «fino a 44 giorni», ma solo per gli acquisti del primo giorno del ciclo: chi compra il giorno 29 ne ottiene 16. Le carte che pubblicizzano «fino a 55 giorni» hanno semplicemente un intervallo più lungo tra chiusura e addebito (circa 25 giorni oltre il ciclo mensile), e il conteggio segue la stessa logica.
Per questo motivo la data di chiusura dell'estratto conto è l'informazione più utile che puoi conoscere della tua carta: gli acquisti importanti fatti subito dopo la chiusura godono della franchigia massima, quelli fatti il giorno prima della chiusura della minima. Non cambia nulla nel costo se saldi sempre tutto, ma cambia molto nella gestione della liquidità: un acquisto da 1.500 € fatto il primo giorno del ciclo ti lascia un mese e mezzo per farlo arrivare sul conto di addebito.
Quando si perde la franchigia
La franchigia si perde ogni volta che l'estratto conto non viene saldato per intero entro la scadenza, e gli interessi si calcolano con regole che variano da carta a carta. I casi da conoscere sono tre.
Pagamento parziale o rateizzazione
Se paghi solo una parte dell'estratto conto, il residuo diventa credito revolving e produce interessi al T.A.N. della carta. Due dettagli contrattuali fanno la differenza:
- Da quando decorrono gli interessi sul residuo. In molte carte dalla data di scadenza dell'estratto conto; in altre, retroattivamente dalla data di chiusura o addirittura dalla data di ogni acquisto. La seconda formula è molto più costosa e va cercata nel foglio informativo.
- Se la franchigia si sospende sui nuovi acquisti. In alcune carte, finché esiste un saldo rateizzato, anche gli acquisti nuovi producono interessi dal primo giorno. Tornare a saldare tutto è l'unico modo per riattivare la franchigia.
Le conseguenze numeriche di una rateizzazione abituale sono mostrate nella guida su come si calcolano gli interessi della carta di credito; la differenza tra carta a saldo e carta revolving è spiegata nel confronto carta a saldo o revolving.
Ritardo nel pagamento
Se il conto di addebito non è capiente alla data di scadenza, l'addebito viene respinto e la carta applica interessi di mora e, spesso, una penale fissa per insoluto. Il ritardo può essere segnalato nei sistemi di informazioni creditizie, con effetti sulle richieste di credito future.
Prelievi di contante
L'anticipo di contante è escluso dalla franchigia quasi ovunque: gli interessi decorrono dal giorno del prelievo, oltre a una commissione per operazione. Il costo reale di questa operazione e le alternative per procurarsi contante sono nell'articolo sull'anticipo contante con la carta di credito.
Il caso TF Bank: fino a 55 giorni
La TF Mastercard Gold di TF Bank pubblicizza fino a 55 giorni senza interessi sugli acquisti, e il modo in cui applica la regola è un buon esempio di come leggere qualsiasi foglio informativo. Le condizioni pubblicate da TF Bank, riportate nella nostra recensione TF Bank, dicono che:
- gli acquisti non producono interessi se l'estratto conto viene saldato per intero entro la scadenza;
- i prelievi di contante costano 3,90 € per operazione e producono interessi dal primo giorno;
- sul credito non saldato si applica un T.A.N. fisso del 21,00% (T.A.E.G. 23,14%), con rimborso minimo del 3% dell'utilizzato e almeno 30 €.
I 55 giorni sono quindi il massimo per l'acquisto fatto il primo giorno del ciclo; l'acquisto fatto l'ultimo giorno ne ha circa 25. Chi salda tutto non paga nulla, e la carta ha canone 0 € e cambio valuta 0 €, il che la rende una carta a costo zero per chi la usa a saldo. Chi non salda paga uno dei T.A.E.G. tipici del mercato delle carte di credito, come mostra il confronto TF Bank contro le carte di credito tradizionali. Il fatto che TF Bank non offra un conto corrente in Italia, e che la carta si addebiti sul conto di un'altra banca, è spiegato nella guida sulla carta di credito senza conto corrente.
Come sfruttare al meglio il periodo senza interessi
Sfruttare il periodo senza interessi significa usare la carta di credito come dilazione gratuita, mai come prestito. Cinque abitudini bastano:
- Salda sempre per intero. Imposta l'addebito automatico del saldo totale, non dell'importo minimo: il minimo è la porta d'ingresso del credito revolving, come spiega la guida sulla carta revolving e quando evitarla.
- Conosci la data di chiusura. Programma gli acquisti grandi subito dopo la chiusura dell'estratto conto per avere la franchigia massima.
- Tieni il conto di addebito capiente. Un promemoria qualche giorno prima della scadenza evita insoluti e penali.
- Non prelevare contante con la carta di credito. Per il contante usa la carta di debito: la guida sulle commissioni di prelievo al bancomat spiega come evitarle.
- Controlla il plafond. Un acquisto rifiutato per plafond esaurito vanifica la programmazione: la guida sul plafond della carta di credito spiega come funziona e come chiederne l'aumento.
Chi rispetta queste regole ottiene, da una carta a canone zero, un credito gratuito di qualche settimana su ogni acquisto, oltre a servizi come l'assicurazione di viaggio o la cauzione per noleggio auto e hotel che la carta di debito non garantisce allo stesso modo.
Conclusione
Il periodo senza interessi è il vero vantaggio economico della carta di credito, ma funziona solo per chi ne conosce le regole: si conta dalla chiusura dell'estratto conto e non dall'acquisto, vale solo se saldi tutto, non si applica ai prelievi. I giorni pubblicizzati sono un massimo, non una promessa per ogni spesa. Chi salda l'estratto conto per intero ottiene un credito gratuito e, con una carta a canone zero come la TF Mastercard Gold, una carta che non costa nulla; chi rateizza trasforma la franchigia in un prestito con T.A.E.G. superiore al 20%. Prima di scegliere, confronta ciclo di fatturazione, T.A.E.G. e costo dei prelievi nel foglio informativo e nel nostro confronto delle carte, e leggi la guida su T.A.E.G. e T.A.N. per interpretare i numeri.