In breve
- Gli interessi della carta di credito maturano solo sul credito che non rimborsi entro la scadenza dell'estratto conto: sugli acquisti saldati per intero non paghi nulla.
- Il periodo di franchigia (fino a 55 giorni per la TF Mastercard Gold di TF Bank) è il tempo tra l'acquisto e la scadenza dell'estratto conto; non si applica ai prelievi di contante.
- Il calcolo è giornaliero: saldo residuo × T.A.N. ÷ 365 × giorni. Con T.A.N. 21,00%, 1.000 € non saldati costano circa 0,58 € al giorno.
- Il rimborso minimo (per TF Bank 3% dell'utilizzato, minimo 30 €) tiene il debito aperto a lungo: l'esempio rappresentativo di TF Bank mostra 117,37 € di interessi su 1.000 € in 12 rate.
- Per azzerare gli interessi bastano cinque abitudini: saldo integrale, addebito automatico, niente contante, conoscere la data di chiusura, evitare il rimborso minimo.
Quando maturano gli interessi su una carta di credito
Gli interessi su una carta di credito maturano solo quando usi il credito oltre il periodo senza interessi, cioè quando alla scadenza dell'estratto conto resta un importo non rimborsato. Fino a quel momento la carta ti concede una dilazione gratuita: hai comprato oggi, paghi tra qualche settimana, e l'emittente non ti chiede nulla per l'attesa.
Le situazioni in cui gli interessi scattano sono tre, e vale la pena distinguerle subito perché hanno regole diverse:
- Estratto conto non saldato per intero. Paghi una parte (o solo il minimo) e sul residuo l'emittente applica il T.A.N. Vale per le carte con opzione revolving e per le carte «a opzione» in cui scegli di rateizzare.
- Prelievo di contante. L'anticipo di contante matura interessi dal giorno stesso, anche se poi saldi tutto alla scadenza: la franchigia non si applica.
- Ritardo nel pagamento. Se l'addebito dell'estratto conto fallisce o paghi dopo la scadenza, oltre agli interessi possono aggiungersi spese di sollecito o interessi di mora, secondo il foglio informativo.
Una carta a saldo puro, che addebita l'intero estratto conto in una data fissa, non prevede la prima situazione; le carte a saldo con opzione revolving, come la TF Mastercard Gold di TF Bank, la prevedono ma la attivano solo se non paghi tutto. Le differenze tra i due modelli sono nel confronto tra carta a saldo e revolving.
Il periodo di franchigia: come funzionano i giorni senza interessi
Il periodo di franchigia è l'intervallo tra la data dell'acquisto e la scadenza di pagamento dell'estratto conto in cui quell'acquisto compare, durante il quale non maturano interessi. Quando una carta dichiara «fino a 55 giorni senza interessi», il «fino a» non è una clausola di stile: la durata effettiva dipende da quando compri rispetto alla chiusura dell'estratto conto.
Il meccanismo, semplificando, funziona così:
- l'estratto conto raccoglie tutti gli acquisti di un periodo (in genere un mese) e si chiude a una data fissa;
- dalla chiusura decorre un termine per il pagamento, di norma qualche settimana;
- un acquisto fatto il primo giorno del periodo gode di tutto il mese più il termine di pagamento (il massimo, per esempio 55 giorni); un acquisto fatto l'ultimo giorno gode solo del termine di pagamento (per esempio 25 giorni).
Ne derivano due conseguenze pratiche. La prima: per sfruttare al massimo la dilazione gratuita conviene fare gli acquisti importanti subito dopo la chiusura dell'estratto conto, non subito prima. La seconda: la franchigia è condizionata al saldo integrale. Se alla scadenza paghi anche solo una parte, molte carte applicano gli interessi sul residuo dalla data di chiusura dell'estratto (o, secondo il contratto, dalla data dell'operazione): la data esatta da cui decorrono va letta nel foglio informativo. Per la TF Mastercard Gold, TF Bank precisa che la durata della franchigia dipende dalla data dell'acquisto rispetto alla chiusura dell'estratto conto e che non vale per i prelievi; i dettagli sono nella nostra recensione TF Bank.
La formula: interessi giornalieri sul saldo residuo
Gli interessi di una carta di credito si calcolano giorno per giorno sul saldo residuo, moltiplicando il saldo per il tasso annuo nominale (T.A.N.) diviso 365 e poi per il numero di giorni. In forma compatta:
interessi = saldo residuo × T.A.N. ÷ 365 × giorni
Tre osservazioni su questa formula, che è la stessa per quasi tutte le carte anche se i fogli informativi la descrivono con parole diverse:
- Il saldo residuo cambia ogni giorno. Se paghi una rata, il saldo scende e gli interessi del giorno dopo si calcolano sull'importo più basso; se fai un nuovo acquisto su una carta in revolving, sale. L'emittente somma gli interessi giornalieri del periodo e li addebita nell'estratto conto.
- Il T.A.N. è il tasso della formula, non il costo totale. Il T.A.E.G. aggiunge le spese obbligatorie e serve a confrontare prodotti; per il calcolo degli interessi conta il T.A.N. Per la TF Mastercard Gold il T.A.N. è fisso al 21,00% e il T.A.E.G. al 23,14%.
- Gli interessi non pagati diventano saldo. Se paghi il minimo e gli interessi del mese vengono aggiunti al debito, il mese successivo paghi interessi anche su di essi. È la ragione per cui un debito revolving cresce più in fretta di quanto suggerisca il tasso nominale.
Un ordine di grandezza immediato: con T.A.N. 21,00%, 1.000 € di saldo residuo costano 1.000 × 0,21 ÷ 365 ≈ 0,58 € al giorno, cioè circa 17,26 € in 30 giorni. Con 3.000 € di residuo, circa 1,73 € al giorno e circa 51,78 € al mese. Sono cifre indicative, calcolate da noi con la formula sopra: gli importi effettivi dipendono dal metodo di calcolo del singolo emittente e dai giorni esatti del periodo.
Un esempio numerico generico, mese per mese
Un esempio numerico rende visibile la differenza tra saldare, rateizzare in poche rate e pagare il minimo. La tabella seguente ipotizza un acquisto di 1.000 € su una carta con T.A.N. 21,00% e mostra tre comportamenti di rimborso; le cifre delle prime due colonne sono calcoli indicativi con la formula giornaliera, quelle della terza riprendono l'esempio rappresentativo pubblicato da TF Bank per 1.000 € in 12 rate.
| Comportamento | Cosa paghi ogni mese | Durata | Interessi complessivi (indicativi) | Totale rimborsato |
|---|---|---|---|---|
| Saldo integrale entro la scadenza | 1.000 € in un'unica soluzione | 1 mese | 0 € | 1.000 € |
| Pagamento parziale: 500 € alla scadenza, 500 € il mese dopo | 500 € + 500 € più interessi su 500 € per circa 30 giorni | 2 mesi | Circa 8,63 € | Circa 1.008,63 € |
| 12 rate costanti (esempio rappresentativo TF Bank) | 93,11 € | 12 mesi | 117,37 € | 1.117,37 € |
| Solo rimborso minimo (3% dell'utilizzato, minimo 30 €) | Da 30 € in su, decrescente | Molti mesi | Superiori all'esempio in 12 rate | Superiore a 1.117,37 € |
La seconda riga mostra che un singolo mese di ritardo su metà importo costa poco in assoluto ma già più di zero; la terza mostra che rateizzare su un anno costa oltre l'11% dell'importo; la quarta, senza cifra esatta perché dipende da come il minimo viene ricalcolato mese per mese, indica la direzione: più a lungo resta aperto il saldo, più gli interessi si accumulano, e gli interessi non pagati generano a loro volta interessi.
Le cifre della seconda riga sono nostre stime con la formula giornaliera e servono solo a dare un ordine di grandezza; quelle della terza riga sono l'esempio rappresentativo TF Bank, riportato per intero nella recensione TF Bank.
Rimborso minimo e revolving: perché il debito si allunga
Il rimborso minimo è l'importo più basso che devi pagare ogni mese per restare in regola, ed è progettato per essere piccolo: per la TF Mastercard Gold è il 3% della linea di credito utilizzata, con un minimo di 30 €. Pagarlo evita il ritardo ma non evita gli interessi, e soprattutto sposta la maggior parte del debito al mese successivo.
Il meccanismo che allunga il debito è semplice:
- il minimo copre in parte gli interessi del mese e in parte il capitale;
- la quota di capitale rimborsata è piccola, quindi il saldo residuo scende lentamente;
- sul saldo che resta maturano nuovi interessi, che si aggiungono al mese dopo;
- il minimo, calcolato in percentuale sul saldo, scende insieme al saldo, e il tempo per estinguere il debito si allunga ulteriormente.
A questo si aggiunge l'effetto dei nuovi acquisti: su una carta in revolving ogni nuova spesa entra nel saldo su cui si calcolano gli interessi, e il periodo di franchigia sui nuovi acquisti può non applicarsi finché il saldo precedente non è azzerato (dipende dal contratto). Il risultato è un debito che sembra sotto controllo, perché la rata è bassa, ma che costa ogni mese. La meccanica completa, con le alternative, è nella guida su come funziona la carta revolving e quando evitarla.
Regola pratica: se un mese non riesci a saldare tutto, paga il massimo possibile, non il minimo. Ogni euro in più riduce il saldo su cui si calcolano gli interessi del giorno dopo.
Anticipo di contante: interessi dal primo giorno
L'anticipo di contante, cioè il prelievo con la carta di credito, matura interessi dal giorno stesso dell'operazione e non beneficia del periodo di franchigia: è la differenza più importante rispetto agli acquisti, e la più ignorata.
Per la TF Mastercard Gold la meccanica è documentata con precisione: 3,90 € di commissione per ogni prelievo, in tutto il mondo, e interessi al T.A.N. del 21,00% dal giorno del prelievo, anche se poi saldi l'estratto conto per intero. Un prelievo di 200 € tenuto aperto per 30 giorni costa, con la formula giornaliera, circa 3,45 € di interessi più 3,90 € di commissione: oltre 7 € per avere 200 € in mano, senza contare l'eventuale commissione del gestore dell'ATM che, come precisa TF Bank, non rientra nel T.A.E.G.
L'esempio rappresentativo pubblicato da TF Bank è costruito proprio su un prelievo di contante di 1.000 € rimborsato in 12 mesi: 12 quote da 93,11 €, 117,37 € di interessi, 1.117,37 € in totale, più la commissione di 3,90 €. È un modo trasparente di mostrare il caso più costoso di utilizzo della carta. La conclusione operativa è la stessa che diamo nella guida ai costi nascosti delle carte di credito: per il contante usa la carta di debito.
T.A.N. e T.A.E.G.: quale numero guardare
Per capire quanto ti costa un mese di ritardo guarda il T.A.N.; per confrontare due carte guarda il T.A.E.G. Sono due numeri che rispondono a domande diverse e vanno letti insieme.
- T.A.N. (tasso annuo nominale): il tasso puro con cui l'emittente calcola gli interessi giornalieri sul saldo residuo. È il numero da inserire nella formula.
- T.A.E.G. (tasso annuo effettivo globale): il costo complessivo del credito su base annua, che include gli interessi e le spese obbligatorie collegate al finanziamento, calcolato secondo una formula standard fissata dalla normativa sul credito ai consumatori. Non include costi variabili e non noti al momento del contratto, come le commissioni dell'ATM.
La differenza tra i due (per TF Bank 21,00% contro 23,14%) misura il peso delle spese aggiuntive e della capitalizzazione. Quando confronti carte diverse, il T.A.E.G. è l'unico numero omogeneo; quando stimi quanto ti costerà un saldo aperto per qualche settimana, il T.A.N. nella formula giornaliera ti dà una risposta sufficientemente precisa. Le definizioni complete, con la lettura del foglio informativo, sono nell'articolo su T.A.E.G. e T.A.N. della carta di credito.
Come azzerare gli interessi in cinque mosse
Azzerare gli interessi della carta di credito è possibile per chiunque usi la carta per gli acquisti e abbia la disponibilità per saldare l'estratto conto: bastano cinque abitudini, tutte semplici.
- Salda l'estratto conto per intero, ogni mese. È l'unica mossa davvero necessaria: senza saldo residuo non c'è base su cui calcolare interessi.
- Attiva l'addebito automatico dell'intero saldo. Se la carta lo permette, l'addebito diretto sul conto corrente alla scadenza elimina dimenticanze e ritardi. Assicurati che sul conto ci sia la disponibilità alla data di addebito.
- Non prelevare contante con la carta di credito. Il contante matura interessi dal primo giorno e paga una commissione fissa: per prelevare usa la carta di debito del tuo conto.
- Conosci la data di chiusura dell'estratto conto. Gli acquisti fatti subito dopo la chiusura godono della franchigia più lunga; quelli fatti subito prima della più corta. Se devi fare una spesa importante, il calendario conta.
- Non scegliere mai il rimborso minimo come abitudine. Se un mese non puoi saldare tutto, paga il massimo possibile e chiudi il residuo il mese dopo. Se ti accorgi di rateizzare ogni mese, confronta il T.A.E.G. della carta con quello di un prestito personale: potrebbe costare meno consolidare il debito.
A queste si aggiunge la scelta della carta: una carta con canone zero e senza commissioni sul cambio, come la TF Mastercard Gold, usata a saldo può costare zero per davvero. Nel confronto delle carte trovi i T.A.E.G. e le condizioni affiancate, con i voti editoriali assegnati secondo la nostra metodologia; le condizioni vanno sempre verificate sul sito ufficiale del provider prima della richiesta.
Conclusione
Gli interessi della carta di credito non sono un mistero: si calcolano giorno per giorno sul saldo che non hai rimborsato, con il T.A.N. della carta, e scattano solo se alla scadenza dell'estratto conto resta qualcosa da pagare o se usi la carta per prelevare. Il periodo di franchigia (fino a 55 giorni nel caso di TF Bank) è una dilazione gratuita a condizione di saldare tutto; il rimborso minimo è la strada più costosa, perché tiene aperto il debito e fa maturare interessi sugli interessi. L'esempio rappresentativo di TF Bank, 117,37 € su 1.000 € in dodici rate, dà la misura di cosa significa rateizzare a un T.A.E.G. del 23,14%. Chi salda per intero ogni mese, non preleva e conosce la data di chiusura del proprio estratto conto usa il credito della carta al costo che dovrebbe avere: zero.
Per il conteggio giorno per giorno del periodo di franchigia leggi la guida sui giorni senza interessi della carta di credito; per il costo reale dei prelievi, con un esempio numerico, quella sull'anticipo contante.