Business e partite IVA

Conto business per partita IVA: come scegliere quello giusto

Come scegliere il conto business per la partita IVA: IBAN, canone, fatturazione, carte per il team e tutela, con Revolut Business, Qonto, Finom e Vivid.

Indice dell’articolo
  1. In breve
  2. Che cos'è un conto business e perché non usare il conto personale
  3. Criterio 1: IBAN italiano o europeo
  4. Criterio 2: canone e struttura dei piani
  5. Criterio 3: fatturazione e contabilità
  6. Criterio 4: carte, team e note spese
  7. Criterio 5: multivaluta, cashback e sotto-conti
  8. Criterio 6: tutela dei fondi, contante e credito
  9. La tabella di confronto dei quattro conti
  10. Quattro profili tipici e il conto che si adatta meglio
  11. Come aprire il conto e cosa non ti chiederà mai CartaSmart
  12. Conclusione

In breve

  • Scegli il conto business partendo da come lavora la tua attività: dove incassi, quante fatture emetti, quante persone spendono con le carte e quanto contante gestisci.
  • Tra i conti confrontati da CartaSmart, Revolut Business, Finom e Vivid Money hanno un piano con canone da 0 €; Qonto propone solo abbonamenti con prova gratuita.
  • L'IBAN italiano (Qonto) evita attriti pratici con F24, SDD e portali; l'IBAN europeo (Revolut Business, Finom) è tutelato dal regolamento SEPA ma può richiedere di far valere il diritto.
  • Fatturazione inclusa (Qonto, Finom), cashback (Finom, Vivid Money) e multivaluta (Revolut Business) sono i servizi che cambiano il costo reale del conto.
  • Nessuno dei quattro è una banca con sportello: per fidi, finanziamenti e contante serve altro.

Che cos'è un conto business e perché non usare il conto personale

Un conto business è un conto di pagamento intestato all'attività (ditta individuale, professionista, società) e separato dai movimenti personali del titolare; usare il conto personale per l'attività è possibile per ditte individuali e professionisti, ma complica contabilità e controlli.

La separazione ha tre vantaggi concreti. Il primo è contabile: il commercialista trova solo i movimenti dell'attività, senza dover scremare la spesa del supermercato dalla fattura del fornitore. Il secondo riguarda la tracciabilità: pagamenti e incassi dell'attività sono documentati su un conto dedicato, il che semplifica la giustificazione dei costi e la risposta a eventuali verifiche. Il terzo è operativo: i conti business includono strumenti (fatturazione, carte per il team, note spese) che i conti personali non hanno. Per le società la separazione è di fatto obbligatoria; per ditte individuali e professionisti è una scelta, ma fortemente consigliata. Il tema è approfondito nella guida su conto business obbligatorio per la partita IVA.

I quattro conti che confrontiamo

Nella sezione B2B di CartaSmart confrontiamo quattro conti business: Revolut Business, Qonto, Finom e Vivid Money, ciascuno con una caratteristica distintiva documentata dal provider.

  • Revolut Business: conto multivaluta con IBAN europeo, canone da 0 € (piano Free), carte fisiche e virtuali per il team, cambio senza commissioni entro i limiti del piano e integrazioni con la contabilità (fatturazione, API, connettori). Voto editoriale 4,6 su 5, conto in evidenza.
  • Qonto: conto business con IBAN italiano, fatturazione elettronica e riconciliazione contabile integrate, carte con limiti personalizzabili per dipendente; piani in abbonamento mensile o annuale con prova gratuita. Ha una recensione dedicata.
  • Finom: conto business con IBAN europeo, piano gratuito senza deposito minimo, fatture e preventivi inclusi, cashback sulle spese con la carta business, apertura online in pochi minuti. Voto editoriale 4,5 su 5.
  • Vivid Money: conto business con IBAN dedicato, piano Free per piccoli team, carte con cashback su ogni pagamento, sotto-conti (pockets) per separare spese e budget di progetto, gestione multi-utente con permessi differenziati. Voto editoriale 4,4 su 5.

Criterio 1: IBAN italiano o europeo

Il primo criterio è l'IBAN: Qonto assegna un IBAN italiano, Revolut Business e Finom un IBAN europeo, Vivid Money un IBAN dedicato; la scelta dipende da quanto la tua attività dialoga con enti, portali e addebiti che accettano solo coordinate IT.

Il regolamento SEPA (UE) 260/2012 vieta la discriminazione dell'IBAN: nessun cliente, fornitore o ente pubblico può rifiutare un bonifico o un addebito perché l'IBAN non inizia con IT. Nella pratica, chi lavora in Italia incontra ancora portali che accettano solo IBAN italiani, addebiti diretti SDD configurati male e uffici che chiedono spiegazioni. Per il pagamento delle imposte con F24 e per i rapporti con la pubblica amministrazione, un IBAN italiano elimina il problema alla radice; un IBAN europeo funziona, ma può richiedere di far valere il proprio diritto. La guida a IBAN italiano contro estero per il conto business elenca i casi concreti.

Criterio 2: canone e struttura dei piani

Il secondo criterio è il costo fisso: Revolut Business, Finom e Vivid Money offrono un piano con canone da 0 €, Qonto solo abbonamenti con prova gratuita; ma il piano gratuito va confrontato con il piano che useresti davvero.

Un piano gratuito è il punto di ingresso ideale per chi inizia: nessun costo fisso, IBAN e carta subito operativi. Le funzioni avanzate (più utenti, limiti più alti, integrazioni, referente dedicato) sono di norma nei piani a pagamento, e le operazioni oltre le soglie incluse possono avere commissioni. Qonto, che non ha un piano gratuito permanente, include nel canone fatturazione e riconciliazione: per chi le userebbe comunque, l'abbonamento sostituisce un software che pagherebbe a parte.

Il metodo per confrontare è sempre lo stesso: individua il piano che copre le tue esigenze reali, moltiplica il canone mensile per dodici, aggiungi le commissioni prevedibili e sottrai il valore dei servizi inclusi. Il confronto tra un canone mensile e uno annuale, e le trappole più comuni, sono spiegati nella guida a canone mensile contro canone annuale.

Criterio 3: fatturazione e contabilità

Il terzo criterio è quanto lavoro contabile il conto ti toglie: Qonto include fatturazione elettronica con riconciliazione automatica, Finom fatture e preventivi anche nel piano gratuito, Revolut Business integrazioni con software esterni tramite API e connettori.

Per un'attività italiana la fatturazione elettronica passa dal Sistema di Interscambio (SDI) dell'Agenzia delle Entrate. Un conto che emette fatture e le collega ai movimenti in entrata fa risparmiare tempo a te e al commercialista; un conto che si limita a esportare i movimenti richiede un software di fatturazione separato. Nessuno dei due approcci è sbagliato: dipende da quante fatture emetti e da come lavora il tuo commercialista. Con poche fatture al mese, fatture e preventivi inclusi bastano; con decine di movimenti e fatture ricevute, la riconciliazione automatica fa la differenza.

Criterio 4: carte, team e note spese

Il quarto criterio è chi spende: se sei solo, una carta business basta; se hai collaboratori, contano limiti per carta, ricevute in app e permessi per utente.

Tutti e quattro i conti permettono di emettere carte fisiche o virtuali aggiuntive. Qonto mette in evidenza limiti personalizzabili per dipendente, foto della ricevuta dall'app e permessi differenziati; Vivid Money la gestione multi-utente con permessi e i pockets per separare i budget di progetto; Revolut Business le carte per il team anche nel piano Free e la spesa in più valute; Finom la carta business con cashback. Le carte virtuali sono utili per abbonamenti software e acquisti online: ogni servizio ha la sua carta, con un limite, e in caso di problema la blocchi senza toccare le altre.

Criterio 5: multivaluta, cashback e sotto-conti

Il quinto criterio riguarda i servizi che cambiano il costo reale: multivaluta per chi lavora con l'estero (Revolut Business), cashback sulle spese (Finom, Vivid Money), sotto-conti per separare i budget (Vivid Money).

Se incassi da clienti esteri o paghi fornitori fuori dall'area euro, un conto multivaluta con cambio senza commissioni entro i limiti del piano riduce costi e attese dei bonifici internazionali. Se paghi molte spese con la carta, un cashback restituisce una percentuale che va valutata al netto del canone e delle condizioni del piano. Se gestisci più progetti o clienti, i sotto-conti permettono di accantonare le imposte, separare i budget e vedere a colpo d'occhio quanto resta per ciascuno.

Criterio 6: tutela dei fondi, contante e credito

Il sesto criterio è la natura dell'operatore: una banca aderisce al fondo di garanzia dei depositi fino a 100.000 € per depositante, un istituto di moneta elettronica segrega i fondi su conti di salvaguardia; e nessuno dei quattro conti eroga fidi o accetta versamenti di contante.

Revolut, per i clienti dell'Unione Europea, opera tramite Revolut Bank UAB, banca autorizzata in Lituania. Qonto è un istituto di moneta elettronica (IMEL): i fondi dei clienti sono segregati, non coperti dal DGS, e non eroga fidi, finanziamenti o scoperti. Per Finom e Vivid Money la natura dell'operatore e il regime di tutela vanno verificati sul sito ufficiale. In tutti i casi si tratta di operatori vigilati; la differenza di regime conta soprattutto per chi tiene sul conto saldi elevati.

Due limiti comuni: nessuno dei quattro conti sostituisce una banca per il credito (fidi di cassa, anticipo fatture, finanziamenti), e il versamento di contante non è disponibile con Qonto e va verificato per gli altri. Chi incassa contante o ha bisogno di credito deve prevedere un rapporto bancario tradizionale, almeno di appoggio.

La tabella di confronto dei quattro conti

La tabella riassume i quattro conti business sui criteri illustrati, secondo i dati documentati dai provider e raccolti nelle schede di CartaSmart; dove un dato non è pubblico indichiamo «da verificare».

CriterioRevolut BusinessQontoFinomVivid Money
CanoneDa 0 € (piano Free)Abbonamento, prova gratuitaDa 0 € (piano gratuito)Da 0 € (piano Free per piccoli team)
IBANEuropeoItalianoEuropeoDedicato
FatturazioneIntegrazioni, API, connettoriElettronica con riconciliazioneFatture e preventivi inclusiDa verificare
Carte per il teamFisiche e virtualiFisiche e virtuali, limiti per dipendenteCarta businessCon cashback e permessi per utente
CashbackNon in evidenzaNon in evidenzaSì, sulle spese con la cartaSì, su ogni pagamento
MultivalutaSì, entro i limiti del pianoNoDa verificareDa verificare
Sotto-contiDa verificareDa verificareDa verificarePockets per spese e progetti
Natura dell'operatoreBanca (Revolut Bank UAB)IMELDa verificareDa verificare
Fidi e contanteNon in evidenzaNon erogati, contante non disponibileDa verificareDa verificare
Voto editoriale CartaSmart4,6 / 54,5 / 54,5 / 54,4 / 5

Quattro profili tipici e il conto che si adatta meglio

Non esiste il conto business migliore in assoluto: esiste quello coerente con il profilo della tua attività. Quattro situazioni ricorrenti aiutano a orientarsi.

  1. Freelance che inizia, poche fatture, nessun dipendente. Un piano gratuito con fatture e preventivi inclusi copre tutto: Finom è il candidato naturale, con il cashback come bonus. Vivid Money è un'alternativa se vuoi separare i budget con i pockets.
  2. Professionista o ditta individuale con commercialista e molti movimenti. La riconciliazione automatica e l'IBAN italiano di Qonto riducono il lavoro manuale e gli attriti con F24 e SDD; il canone si giustifica se sostituisce un software di fatturazione.
  3. Piccola società con clienti esteri o collaboratori all'estero. Il conto multivaluta di Revolut Business, con carte per il team anche nel piano Free, riduce i costi dei pagamenti internazionali; per fatture e F24 può affiancare un conto con IBAN italiano.
  4. Piccolo team con budget separati per progetto. I pockets e i permessi per utente di Vivid Money, con il cashback sulle spese, sono pensati per questo uso.

In ogni caso, il confronto diretto tra i conti che ti interessano è il passo successivo: Qonto vs Revolut Business e Finom vs Qonto coprono le coppie più richieste.

Come aprire il conto e cosa non ti chiederà mai CartaSmart

Tutti e quattro i conti si aprono online sul sito ufficiale del provider: scegli il piano, inserisci i dati dell'attività (partita IVA, visura camerale se richiesta), verifichi l'identità da remoto con documento e selfie e, approvata la richiesta, IBAN e carte diventano operativi.

CartaSmart non è una banca né un intermediario e non raccoglie dati personali o aziendali: sul sito non esiste alcun modulo, e nessuno a nome di CartaSmart ti chiederà mai credenziali, codici OTP, dati della carta o pagamenti, né via email, SMS o telefono. L'apertura avviene esclusivamente sul sito ufficiale del provider, alle sue condizioni. Se ricevi una comunicazione che chiede questi dati a nome di CartaSmart, è phishing di terzi.

Conclusione

Scegliere il conto business per la partita IVA significa rispondere a sei domande in ordine: dove incassi (IBAN), quanto vuoi spendere in canone, quanto lavoro contabile vuoi che il conto ti tolga, chi spende con le carte, quali servizi accessori usi davvero e quale regime di tutela dei fondi ti serve. Revolut Business, Qonto, Finom e Vivid Money coprono profili diversi: il piano gratuito con fatture di Finom per chi inizia, l'abbonamento con IBAN italiano e riconciliazione di Qonto per chi ha volumi e commercialista, il multivaluta di Revolut Business per chi lavora con l'estero, i pockets di Vivid Money per chi separa i budget. Nessuno dei quattro è una banca con sportello: per fidi e contante serve altro. Prima di aprire, leggi il foglio informativo aggiornato e calcola il costo annuo del piano che useresti davvero.

Se incassi di persona, il POS è obbligatorio e va scelto insieme al conto: la guida sul POS obbligatorio per la partita IVA spiega commissioni, SoftPOS e integrazione con la fatturazione.

Da ricordare

  • Il conto business giusto dipende da quattro variabili: dove incassi (Italia o estero), quante fatture emetti, quante persone spendono con le carte e quanto contante gestisci.
  • Revolut Business, Finom e Vivid Money offrono un piano con canone da 0 euro; Qonto propone solo abbonamenti con prova gratuita, in cambio di IBAN italiano e riconciliazione contabile.
  • Nessuno dei quattro conti confrontati da CartaSmart eroga fidi o accetta versamenti di contante: per il credito e il contante serve comunque una banca.
  • Il costo reale si calcola sul piano che useresti davvero, sommando canone annuo, commissioni oltre i limiti e il valore dei servizi inclusi (fatturazione, cashback).

Fonti e riferimenti

Contenuto informativo e comparativo, non consulenza finanziaria personalizzata. Canoni, tassi e condizioni citati sono indicativi, tratti dalla documentazione pubblica dei provider alla data di aggiornamento: verificali sempre sul sito ufficiale prima di sottoscrivere un prodotto. Alcuni link verso i provider sono sponsorizzati e sono etichettati come tali.

FAQ

Domande frequenti su conto business per partita IVA

Le risposte rapide alle domande più comuni sull'argomento di questa guida.

Non esiste un obbligo generale di conto dedicato per ditte individuali e professionisti, ma separare i movimenti dell'attività da quelli personali è fortemente consigliato: semplifica la contabilità, la tracciabilità delle spese e i controlli. Un conto business con piano gratuito, come quelli di Revolut Business, Finom o Vivid Money, permette di farlo senza costi fissi.

Il regolamento SEPA 260/2012 vieta di rifiutare un IBAN di un altro paese dell'Unione, quindi entrambi sono validi per incassi, F24 e addebiti. Nella pratica un IBAN italiano (come quello di Qonto) evita attriti con portali e uffici che accettano solo coordinate IT; un IBAN europeo funziona, ma può richiedere di far valere il proprio diritto.

Dipende dalla licenza dell'operatore. Se è una banca, i depositi sono coperti dal fondo di garanzia fino a 100.000 euro per depositante per banca; se è un istituto di moneta elettronica, come Qonto, i fondi sono segregati su conti di salvaguardia ma non coperti dal fondo di garanzia. Entrambi i regimi sono vigilati: verifica la natura dell'operatore sul sito ufficiale.

In genere no. Qonto non consente versamenti di contante e per gli altri conti la funzione va verificata sul sito ufficiale. Se la tua attività incassa contante con regolarità, serve un conto presso una banca con sportelli, almeno come conto di appoggio.

Il canone del piano è solo la prima voce. Somma il canone annuo, le commissioni per le operazioni oltre i limiti inclusi (bonifici, prelievi, cambio valuta), il costo delle carte aggiuntive e l'imposta di bollo, poi sottrai il valore dei servizi che altrimenti pagheresti a parte, come la fatturazione elettronica o il cashback. Il risultato va confrontato tra i piani che useresti davvero.

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